Vita Chiesa
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Ritiro mondiale clero, card. Stella: «La Chiesa non è un’azienda»

«Lo Spirito è un dono grande che il Risorto ha fatto ai credenti di ogni tempo, è il soffio divino che ci sospinge e ci orienta, è la presenza forte di Dio, che rende possibile il nostro essere discepoli di Cristo». Lo ha affermato oggi il cardinale Beniamino Stella, prefetto della Congregazione per il clero, nella Messa celebrata per il 3° Ritiro mondiale del clero. 

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Ritiro dei sacerdoti, l'incontro ieri con Papa Francesco

«Lo Spirito fortifica la Chiesa perché permette di riportare all’unità ciò che potrebbe essere fattore di divisione; all’unità… non all’uniformità…, perché lo Spirito non cancella o livella le differenze, ma le armonizza in una sintesi più alta, che spesso sfugge e confonde i calcoli umani», ha osservato il porporato. «Il frutto più bello dello Spirito, quindi, il suo segno in una determinata realtà è proprio l’unità e la comunione», ha chiarito. «È la vita nello Spirito la nostra via alla santità e all’efficacia apostolica», ha detto ai sacerdoti. «Sperimentiamo la forza di Dio quando stiamo in relazione con Lui e viviamo la carità fraterna con i confratelli. Infatti, come sacerdoti, non ci sentiamo forti quando pensiamo alle nostre capacità - grandi o piccole che siano - o ai nostri successi pastorali - che pure fanno piacere e consolano - ma soprattutto quando abbiamo la chiara consapevolezza di essere molto amati e perdonati da Dio, quando cioè facciamo esperienza della vicinanza e della misericordia da parte di Dio».

«Siamo chiamati; non siamo quindi dei ‘liberi professionisti’ del ministero; e siamo chiamati non una volta per tutte, ma ogni giorno da Dio, e la nostra vita è una risposta generosa a chi ci chiama con amore. E la chiamata ha un obiettivo preciso e irrinunciabile, perché di una cosa sola c’è vera necessità, della santità. Il popolo di Dio, la Chiesa, non è un’azienda che necessita di eccellenti competenze professionali, per espandersi sul mercato. Serve solo la santità dei suoi membri, per far giungere sempre più lontano, o sempre più in profondità, la parola del Vangelo, che corre per ‘attrazione’, da persona a persona», ha sottolineato il cardinale Stella. «È bello invocare lo Spirito all’inizio di ogni nostra preghiera o attività, per mettere sempre più la nostra vita e il nostro ministero nelle mani di Dio; in questo modo, portati dallo Spirito, i doni sacramentali che abbiamo ricevuto e che abbiamo fatto fruttificare, rappresentano sempre una ricchezza e un investimento davanti al Signore al di là di tutte le umane fragilità e debolezze, che possono turbare il nostro cammino verso il Padre», ha sostenuto il porporato. «In meditazione orante, invochiamo lo Spirito Creatore perché sia luce nell’oscurità, sia forza che trascina e sostiene il cuore, e sia fortezza sicura per tutte le malattie e debolezze del corpo e dello spirito».  

Fonte: Sir
Ritiro mondiale clero, card. Stella: «La Chiesa non è un’azienda»
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