Vita Chiesa
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San Miniato, mons. Andrea Migliavacca è il nuovo vescovo

Papa Francesco ha nominato vescovo della diocesi di San Miniato il can. Andrea Migliavacca, 48 anni, della diocesi di Pavia, finora Rettore del Seminario diocesano, Vicario giudiziale della medesima diocesi (dal 2007) e Canonico del Capitolo Cattedrale (dal 2012). L'annuncio è stato dato, oggi alle 12, dalla Sala stampa vaticana e nelle diocesi di Pavia e San Miniato.

Mons. Andrea Migliavacca

Mons. Migliavacca, nato a Pavia il 29 agosto 1967, ha conseguito il diploma presso l’Istituto di ragioneria «Bordoni» di Pavia. Entrato nel Seminario diocesano nell’anno 1986, è stato ordinato sacerdote il 27 giugno 1992. Fino al 1996 è stato alunno del Pontificio Seminario lombardo in Roma, dove ha conseguito la laurea in Diritto Canonico presso la Pontificia Università Gregoriana nel 1996.

Numerosi gli incarichi ricoperti finora in diocesi di Pavia. Vice assistente dell'Acr dal 1996 al 2001; notaio del Tribunale ecclesiastico diocesano dal 1996 al 2004 e Vicario giudiziale aggiunto dal 1997 al 2005. Nel 1998 è stato nominato Segretario del Sinodo diocesano. È stato assistente unitario di Ac e assistente regionale del settore giovani dal 1998 al 2001; incaricato per la Pastorale giovanile dal 1999 al 2009; assistente dei giovani di Ac dal 2001 al 2008; assistente Agesci Pavia 1 dal 1996; vice Cancelliere e Giudice del Tribunale ecclesiastico regionale Lombardo dal 1997.

La Diocesi di San Miniato era amministrata da mons. Morello Morelli dal dicembre 2014, a seguito del trasferimento del vescovo mons. Fausto Tardelli alla sede di Pistoia.

«Questa nomina per me è stata una sorpresa e una notizia del tutto inaspettata - ha commentato questa mattina il nuovo vescovo di San Miniato a ilticino.it -. È un invito a mettermi di nuovo in cammino, raccogliendo con gioia tutto quello che ho vissuto nella diocesi di Pavia per iniziare una nuova esperienza. So di avere vicino a me il Signore e di essere sostenuto dalla fede per la missione che mi attende». Don Andrea Migliavacca ha voluto ringraziare «Papa Francesco, per avermi scelto per questo incarico, e il vescovo Giovanni Giudici, che mi è stato molto vicino negli ultimi giorni così come in tutti questi anni. Ringrazio anche i confratelli sacerdoti, le parrocchie, tutte le persone che operano in Curia, gli scout, l'Azione Cattolica e le altre associazioni, il gruppo di San Luca,  la comunità del Seminario e, in particolare, i seminaristi. Il mio legame con la diocesi di Pavia continuerà anche in futuro». Don Andrea Migliavacca ha anche ricordato che, storicamente, la diocesi di San Miniato è stata legata a religiosi della diocesi di Pavia: il cardinale Pietro Maffi, nativo di Corteolona (Pavia), ne fu amministratore apostolico dal 1906 al  1908; mons. Antonio Angioni svolse lo stesso incarico dal 1967 al 1968, prima di essere nominato vescovo di Pavia. «Mando il mio saluto alla diocesi di San Miniato e a tutti i fedeli. Nel momento in cui mi viene assegnata questa missione, voglio citare anche due frasi spesso pronunciate da Papa Benedetto XVI e da Papa Franesco: spero di vivere questo compito come 'umile servitore del Signore e della sua Chiesa' e vi chiedo di 'non dimeticarvi di pregare per me'».

Il saluto alla Diocesi del vescovo eletto

Carissimi fratelli, sorelle della diocesi di San Miniato,
Sorpresa e stupore per me, nell’apprendere la scelta di papa Francesco di nominarmi vescovo, vostro vescovo. Al papa va la mia gratitudine, per la fiducia che così esprime nei miei confronti.

E’ con questi sentimenti, nel cuore, insieme alla fede che accompagna e indirizza sempre e in particolare nei momenti importanti della vita, che per la prima volta mi rivolgo a voi.

Esprimo anzitutto il mio saluto a s. ecc. mons. Fausto Tardelli che per voi è stato negli scorsi anni vescovo, pastore buono e fedele e a mons. Morello Morelli che in questi ultimi dieci mesi ha guidato sapientemente la diocesi. Con loro saluto tutti i presbiteri, i religiosi e le religiose, i diaconi e i seminaristi. Il mio saluto va a tutti voi, fedeli della diocesi, alle famiglie, ai giovani, agli ammalati, agli anziani, agli ultimi, alle autorità e a quanti svolgono diverse forme di servizio per la comunità.
Non posso nascondere anche la gratitudine verso la diocesi da cui provengo, Pavia. Al vescovo Giovanni Giudici, ai preti e ai laici che ho conosciuto in diverse occasioni, ai seminaristi, agli scout, ai miei genitori e familiari, agli operatori del tribunale ecclesiastico lombardo e a tanti amici mi sento legato da riconoscenza grande, certo che i legami autentici sono e rimarranno vivi.
Mi sono chiesto in questi giorni come deve essere il vescovo in una comunità, cosa deve fare, quali scelte deve compiere; più ancora mi sono chiesto come dovrò essere io vescovo in mezzo a voi, come e cosa devo imparare. Mi ha aiutato a riflettere e a intravvedere la strada futura il Magistero di papa Francesco che più volte si è rivolto ai presbiteri e ai vescovi e ha richiamato loro lo stile di vita e di servizio nella comunità. Così allora mi immagino tra voi.
Cercherò di essere annunciatore e segno della misericordia di Dio. Stiamo per iniziare il Giubileo della misericordia, tempo che segna anche l’inizio del mio servizio tra di voi. Posso essere certamente testimone della misericordia che il Signore anzitutto ha esercitato verso di me, con la pazienza di chi accoglie, curando le ferite e incoraggiando nel cammino, con l’attenzione di chi non lascia mai soli, ma si fa vicino con la fantasia di chi ama. So che il Signore è misericordioso perché così è stato con me. Di questo vorrei essere testimone, strumento, segno e mostrare a tutti che il Signore si fa vicino così, con un amore che comprende, corregge, rialza, suscita sempre la vita.
Cercherò di essere un vescovo “con l’odore delle pecore”. Questa nota immagine usata dal papa per descrivere il servizio dei presbiteri sollecita in me il modo di stare in mezzo a voi. Si tratterà di conoscere e di conoscervi, come il pastore evangelico che “chiama le sue pecore, ciascuna per nome, e le conduce fuori” (Giovanni 10,3). Si tratterà di imparare a condividere la ricerca per una comprensione della realtà e la individuazione dei percorsi da intraprendere insieme. E’ questo il volto della Chiesa di comunione che, alla luce del Concilio Vaticano II, siamo chiamati a edificare. “Con l’odore delle pecore”, quindi vescovo riconosciuto tale perché sta dentro la vita del popolo di Dio, e anche si sente fratello di chi non vi appartiene, dei non credenti e dei fratelli di altre religioni. Dovrà essere uno “stare insieme” che si esprime in particolare con la preghiera, la celebrazione della liturgia e la carità.
Cercherò di guardare al centro dalla periferia perché, dice il papa, dalla periferia si vede meglio cosa c’è al centro. Vorrei dunque farmi vicino alle periferie geografiche ed esistenziali della nostra diocesi, con l’attenzione ai più poveri, agli ultimi e a chi soffre, accogliendo nello stesso tempo il senso profondo dell’invito del papa: al pastore sta a cuore la vita di tutti.
Testimone della misericordia di Dio, con l’odore delle pecore, a partire dalla periferia… Compito arduo! Sono sicuro che questo è il mio desiderio, sono anche consapevole delle mie povertà e che vescovo così potrò diventarlo con l’aiuto vostro e della vostra preghiera, accompagnato dalla vostra pazienza e dalla collaborazione, nella schiettezza di un vero confronto e dialogo. E poi essere vescovo con questo stile sarà la meta che avrò sempre davanti, da guadagnare di nuovo ogni giorno.
Mi incoraggia il fatto della recente beatificazione (sabato 19 settembre) del “vescovo bianco”, il beato Pio Alberto Del Corona. Egli si distinse per le opere di carità, l’impegno nell’educazione della gioventù e nella formazione del clero; incoraggiò l’attività a sostegno delle missioni e favorì iniziative di carattere sociale. Mi affido alla sua intercessione, perché, esemplare nella carità pastorale, accompagni e sostenga il mio servizio tra voi.
Sento infine risuonare per me le parole che Dio disse a Giosuè nel momento in cui veniva chiamato a farsi carico della guida del popolo Israele nell’entrare nella Terra Promessa (Giosuè, 1): “Sii forte e coraggioso… Non avere paura e non spaventarti, perché il Signore, tuo Dio, è con te, dovunque tu vada”.
Queste parole della Scrittura che risuonano per me con l’eco della vocazione e sono portatrici di un mandato e di una promessa, mi introducono anche alla preghiera. E’ la mia preghiera per voi, perché sia sempre il Signore, anche in questo momento di vita diocesana, a guidarci; è la preghiera che vi chiedo per me, per accompagnarmi in questi giorni di preparazione verso l’ordinazione episcopale e poi di arrivo nella diocesi.
Grato fin d’ora a tutti voi, affidandomi alla vostra preghiera e alla protezione dei patroni della diocesi, san Genesio e san Miniato Martiri, vi benedico.

Andrea
Vescovo eletto della diocesi di San Miniato

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