Vita Chiesa
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San Miniato, provvedimenti della Diocesi contro il sacerdote protagonista di un servizio delle «Iene»

«Totale disapprovazione per atti che non possono che qualificarsi come assolutamente riprovevoli e indegni». È molto duro il comunicato della Diocesi di San Miniato verso un parroco, protagonista di un servizio delle «Iene», andato in onda mercoledì 1° ottobre su «Italia1».

Si fa anche sapere che «il sacerdote è stato sottoposto a indagine canonica per ciò di cui si è reso responsabile e nei suoi confronti sono già stati presi provvedimenti perché simili episodi non abbiano più a ripetersi, non esclusa, in caso di recidiva, la dimissione dallo stato clericale».

Il servizio di Andrea Agresti prendeva lo spunto dalla denuncia di una coppia che – su consiglio di conoscenti - si era rivolta al sacerdote, parroco in una frazione di Larciano, esponendo la propria situazione di disagio e ottenere una benedizione. La coppia si era insospettita per il modo irrituale con cui si era comportato il parroco e si è rivolta alla trasmissione satirica di Italia1. Nel servizio, oltre alla testimonianza della coppia si può vedere il sacerdote all'opera su un attore, inviato dalle «Iene» assieme ad una donna, anche loro per chiedere un aiuto per difficoltà di coppia. Anche in questo caso il sacerdote si è concentrato sull'uomo, con ripetuti toccamenti. Il servizio si chiude con il tentativo di Agresti di raccogliere un commento dal sacerdote, che però si è rifiutato di rispondere.

Ecco il comunicato integrale diffuso oggi dall'Ufficio comunicazioni sociali della Diocesi di San Miniato:

«In merito ai fatti saliti alla ribalta delle cronache in questi giorni, circa il comportamento di un sacerdote della Diocesi di San Miniato, si esprime la totale disapprovazione per atti che non possono che qualificarsi come assolutamente riprovevoli e indegni. Si fa sapere che il sacerdote è stato sottoposto a indagine canonica per ciò di cui si è reso responsabile e nei suoi confronti sono già stati presi provvedimenti perché simili episodi non abbiano più a ripetersi, non esclusa, in caso di recidiva, la dimissione dallo stato clericale.

Si ribadisce che il sacerdote non è mai stato nominato esorcista e che i numerosi fedeli che si rivolgevano a lui furono da tempo diffidati dal frequentarlo sotto questa veste. A chiarimento inoltre di ogni dubbio di coscienza dei fedeli, si fa presente che esorcismi e benedizioni di ogni genere possono essere compiuti esclusivamente con preghiere vocali o eventualmente con l’imposizione delle mani sul capo delle persone, come è stato anche recentemente ricordato in una nota congiunta di tutto l’episcopato toscano a proposito di “Esorcismi e preghiere di guarigione”

Addolora profondamente che qualche fedele in buona fede possa essere stato turbato e sconcertato da un comportamento così gravemente scorretto da parte di un sacerdote. Chiunque ravvisasse in un tale modo di agire qualche reato, ha diritto comunque di rivolgersi all’autorità giudiziaria e non troverà nella Diocesi di San Miniato alcun ostacolo».

San Miniato, provvedimenti della Diocesi contro il sacerdote protagonista di un servizio delle «Iene»
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