Vita Chiesa
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Siena, Santa Caterina, donna di pace che ha segnato la storia

Come da tradizione, sabato 23 aprile, l’omaggio floreale e la preghiera recitata dall’arcivescovo di Siena Antonio Buoncristiani dinanzi al monumento di Santa Caterina in viale XXV aprile hanno dato il via alle Feste Cateriniane.

Un momento delle celebrazioni cateriniane a Siena

Domenica le celebrazioni in onore della mantellata senese sono entrate nel vivo con i discorsi dal Portico dei Comuni all’interno del Santuario-casa della Santa. Equità, impegno verso il prossimo che esso sia straniero o bisognoso e riscoperta dei valori cristiani.

Declinato sotto differenti forme è stata la «misericordia», il leitmotiv dei «discorsi» di quest’anno. Quattro interventi di istituzioni civili e religiose che avevano come filo conduttore la Santa senese che, ancora oggi, con il suo esempio di amore verso i più poveri e la sua figura rivoluzionaria continua ad essere amata e venerata dai senesi e non solo. Una santa che è stata «un tutt’uno con la nostra città» ha assicurato il sindaco di Siena Bruno Valentini. «Bisogna riportare al centro la dignità della persona, così come predicava la “ragazza di Fontebranda”, questo sì che sarebbe un atto rivoluzionario». Poi, il riferimento al «dramma dei flussi di persone che cercano una vita migliore liberata dalla guerra», i «migranti» che popolano sempre più le terre senesi e toscane. Un tema, quello dell’accoglienza, sul quale anche il rappresentante del Governo ha insistito molto.

Il senatore Riccardo Nencini, vice ministro alle infrastrutture e ai trasporti, da laico, ha rimarcato l’importanza delle radici cristiane sulle quali si fonda l’Europa di oggi che sono le radici tracciate dalla fede cristiana. «In Europa oggi troviamo l’uguaglianza tra uomo e donna; l’Europa è terra dove troviamo diritti umani e tutto questo è frutto della fede cristiana che ha forgiato la società», pertanto chi viene in Europa, ci viene anche perché sa di trovare condizioni per una vita migliore. «Caterina ci insegnò che la pace si conquista con la diplomazia e la Siena del suo tempo inizia a mettere a fuoco questi valori dei quali oggi stiamo parlando» ha concluso Nencini.

Il Sindaco di Montalcino, Silvio Franceschelli, Comune che quest’anno ha offerto l’olio per la lampada votiva, ha messo in risalto i punti in comune tra Siena e Montalcino, ma ha fatto anche un riferimento al passato, alle generazioni precedenti, che dal dopoguerra ad oggi, con duro lavoro e impegno hanno fatto del territorio di Montalcino un territorio ricco e famoso nel mondo per le sue eccellenze agroalimentari. Poi, l’invito ai giovani che sono il futuro a far sì che vinca «l’eticità dei comportamenti».

Al termine dei discorsi le contrade senesi con tamburini e alfieri si sono spostate a San Domenico dove il cardinale Lorenzo Baldisseri, Segretario generale del Sinodo dei Vescovi ha ricordato l’importanza di Santa Caterina donna «di pace» e figura «simbolo» dei domenicani. Una donna d’altri tempi che con la sia «forza morale e il suo esempio» ha segnato la storia di Siena, d’Italia e d’Europa. Le cerimonie in onore di Santa Caterina Patrona d’Italia e d’Europa hanno visto quest’anno qualche cambiamento, infatti la cerimonia della domenica pomeriggio in piazza del Campo, non c’è stata e le feste si sono concluse sul sagrato della basilica di San Domenico dove, dopo la solenne celebrazione eucaristica, il cardinale legato di Papa Francesco, Lorenzo Baldisseri, ha impartito la benedizione all’Italia e all’Europa, accolta tra gli applausi di turisti e fedeli.

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