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Sinodo famiglia: Chaput, Pineiro e Ulrich, l’importanza cruciale del linguaggio

Nell'odierno briefing in sala stampa sui lavori del Sinodo erano presenti con padre Lombardi mons. Charles Joseph Chaput, arcivescovo di Philadelphia, monsignor Laurent Ulrich, vescovo di Lille e monsignor Salvador Pineiro Garcia-Calderon, presidente della Conferenza episcopale del Perù.

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Il Sinodo sulla famiglia (Foto Sir)

L’importanza cruciale della questione del «linguaggio» con cui annunciare alle famiglie di oggi la «buona notizia» del Vangelo. È uno dei temi maggiormente dibattuti nei 13 Circoli Minori, suddivisi per gruppi linguistici, che hanno cominciato a riunirsi durante il Sinodo sulla famiglia. A riferirne, durante il terzo briefing dall’inizio dei lavori, sono stati oggi mons. Charles Joseph Chaput, arcivescovo di Philadelphia e relatore di uno dei Circoli anglofoni, mons. Laurent Ulrich, vescovo di Lille e relatore di un Circolo francofono, e mons. Salvador Pineiro Garcia-Calderon, presidente della Conferenza episcopale del Perù, che partecipa ad uno dei Circoli Minori ispanofoni.

«Abbiamo il dovere di lavorare insieme su un soggetto comune, delicato, complesso», ha detto mons. Ulrich: «Non dobbiamo metterci forzatamente d’accordo su tutto, ma parlare delle nostre differenze in situazioni differenti». «L’ambiente fraterno del Sinodo ci aiuta», ha testimoniato mons. Pineiro: di fronte ad «attacchi seri all’istituto familiare», come divorzi civili, aborto, «noi dobbiamo portare il Vangelo di Gesù, accompagnati dal Papa». Quanto alla necessità di trovare un nuovo linguaggio per esprimere la dottrina della Chiesa, mons. Chaput ha fatto notare che «è un processo»: l’Instrumentum laboris esprime «l’esperienza della Chiesa universale, e ci sprona a dare il nostro meglio al sogno della famiglia e della Chiesa per il futuro».

«Bisogna essere attenti a conservare la serenità tra noi, e lavorare a partire dai tre testi ufficiali». Così monsignor Laurent Ulrich ha risposto ad una domanda su quella che ieri padre Antonio Spadaro, direttore de «La Civiltà cattolica», in un tweet ha definito «ermeneutica cospirativa», come tentazione da cui il Papa ha invitato i padri sinodali a guardarsi. «Ognuno dice quello che pensa a partire dai testi ufficiali», ha proseguito mons. Ulrich a proposito del ruolo dei padri sinodali, «ma c’è un lavoro comune: quello che dicono i media è un’altra cosa, ma noi lavoriamo ad un progetto comune». Il punto di partenza nello stile da adottare nel Sinodo sulla famiglia, ha aggiunto monsignor Chlarles Joseph Chaput nel briefing di oggi, deve essere «la fiducia che Dio guida la Chiesa».

«La Chiesa cattolica raggiunge tutti, ognuno è il benvenuto»; e il ruolo delle Conferenze episcopali è quello di «un servizio all’unità della fede», da coniugare con la concreta «attenzione alle persone», ha detto ancora mons. Charles Joseph Chaput. «Nella Chiesa cattolica - ha aggiunto mons. Laurent Ulrich - teniamo all’unità ma c’è una percezione mondializzata delle differenze culturali», in virtù della quale «ogni Conferenza episcopale può esprimere i suoi bisogni e la sua pastorale. L’opinione generale va comparata con il parere, serve un adattamento locale alle diverse realtà culturali, lavorando per l’unità cattolica ma anche tenendo conto dei popoli che ripongono la loro fiducia in noi». «Dobbiamo annunciare il Vangelo della famiglia ha tutti», ha aggiunto mons. Salvador Pineiro Garcia-Calderon: «Riconoscendo Gesù troviamo una risposta a tutte le situazioni della vita».

«I padri sono liberi di dare i loro interventi a chi desiderano, di parlare a chi desiderano». Lo ha ribadito padre Federico Lombardi, direttore della Sala stampa della Santa Sede. «Spesso i padri vogliono dire alle loro diocesi cosa avviene nel Sinodo», ha proseguito il portavoce vaticano: «Questo però è lasciato alla libertà dei padri e alle domande che vengono loro rivolte. Non c’è un’indicazione generale di pubblicare tutti i testi, anche perché i testi sono molto diversi tra di loro, alcuni sono di cinque pagine e altri di una paginetta. Non c’è un criterio comune per la pubblicazione organica dei documenti». Il lavoro dei Circoli Minori, ha ricordato padre Lombardi, è cominciato ieri pomeriggio, quando i 270 padri sinodali hanno eletto i moderatori e i relatori dei 13 Circoli Minori, divisi per gruppi linguistici. Questa mattina i Circoli Minori hanno cominciato il dibattito, che proseguirà nel pomeriggio all’interno della terza sessione e si protrarrà domani con altre due sessioni, alla mattina e al pomeriggio.

Si è parlato anche di Africa, nei Circoli Minori del Sinodo? Al di là del lavoro in piccoli gruppi, «c’è una questione generale che è la presentazione della vita familiare in Africa», trattata al numero nove dell’Instrumentum laboris. Così mons. Charles Joseph Chaput, ha risposto a una domanda del terzo briefing sul Sinodo. Tra le questioni da affrontare per questo continente, mons. Laurent Ulrich ha citato «la diminuzione dei matrimoni, le difficoltà incontrate nello sviluppo e l’impatto dei nuovi movimenti religiosi, che rischiano di perturbare l’annuncio della Buona Novella nella società africana». Mons. Salvador Pineiro Garcia-Calderon ha citato inoltre «la preoccupazione per l’estrema povertà e la questione degli schiavi, una pagina molto difficile della storia che in qualche modo dobbiamo riparare».

Fonte: Sir
Sinodo famiglia: Chaput, Pineiro e Ulrich, l’importanza cruciale del linguaggio
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