Vita Chiesa
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Sinodo: gli interventi dei Delegati fraterni

La decima Congregazione generale del Sinodo straordinario sulla famiglia, svoltasi ieri pomeriggio, ha visto l’audizione di sette delegati fraterni di diverse confessioni cristiane. 

L’intervento dell’ottavo delegato, Sua Eminenza Hilarion, presidente del Dipartimento per le Relazioni esterne del Patriarcato di Mosca, verrà pronunciato nei prossimi giorni. Nei loro interventi - si legge nella sintesi - i delegati fraterni hanno espresso, al Santo Padre ed ai padri sinodali, gratitudine per l’invito a partecipare all’assise. Quindi, ciascuno ha presentato la questione della famiglia nell’ambito della propria confessione cristiana. Nel complesso, è stato sottolineato “come le sfide e le speranze riversate sul nucleo familiare siano comuni a tutti i cristiani: la famiglia - si è detto - è fondamentale per la società, è base fondamentale della comunione nella giustizia”. Certo, “le difficoltà non mancano: la crisi economica incalza, i mass media riducono i momenti di dialogo tra le mura domestiche, proponendo a volte anche modelli che inducono all’adulterio; le guerre, le migrazioni, la globalizzazione, il dramma di malattie come l’Aids e l’ebola, il fondamentalismo islamico presente in alcuni Paesi, mettono continuamente in pericolo il bene della famiglia, in ogni suo contesto”.

Per quanto riguarda i divorziati risposati, i delegati fraterni hanno fatto notare che “spesso la loro accoglienza nella Chiesa può donare nuova speranza, ispirando una grande vita familiare che crea una grande società”. Essenziale, dunque, “l’ascolto, da parte delle confessioni cristiane, di chi si trova in situazioni familiari difficili, nei cui confronti servono ogni giorno misericordia e compassione”. I delegati fraterni hanno espresso “volontà di ascolto e comprensione, lontane da ogni tipo di condanna, nei confronti delle persone omosessuali, pur ribadendo che il matrimonio è l’unione tra un uomo e una donna”. Un’attenzione particolare è stata manifestata anche per “i bambini nati i contesti difficili e per tutte le vittime di violenza, soprattutto donne e minori, perché è comune, tra i cristiani, la difesa dei più vulnerabili, di coloro che non hanno voce, siano essi credenti o no”. “Alcune diversità di approccio” si sono riscontrate “sul tema della regolazione delle nascite, sottolineando la libertà di coscienza dei credenti, pur sempre nel rispetto del senso dell’amore e del matrimonio”. Inoltre, in relazione alle seconde nozze, è stato detto da parte ortodossa che “esse rappresentano comunque una deviazione e che vengono sì celebrate, ma dopo un periodo di accompagnamento da parte della Chiesa, per cercare di portare i coniugi alla riconciliazione”.

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