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Sinodo: gli interventi liberi dopo la relazione del card. Erdő

«Fermo restando che la Chiesa deve accogliere chi è in difficoltà, sarebbe bene parlare più diffusamente anche delle famiglie che restano fedeli agli insegnamenti del Vangelo, ringraziandole e incoraggiandole per la testimonianza che offrono». È una delle indicazioni giunta dagli interventi liberi - 41, per quasi due ore - che hanno fatto seguito alla «Relatio post disceptationem» di ieri del card. Peter Erdő.

«Dal Sinodo - si legge nella sintesi degli interventi, diffusa oggi dalla sala stampa della Santa Sede - dovrebbe emergere con più chiarezza che il matrimonio indissolubile, felice, fedele per sempre, è bello, è possibile ed è presente nella società, evitando di focalizzarsi principalmente sulle situazioni familiari imperfette». In generale, la «Relatio» è stata «apprezzata nella sua capacità di fotografare bene gli interventi che si sono susseguiti in Aula in questi giorni, cogliendo lo spirito dell'Assemblea ed evidenziando l'accoglienza come tema principale dei lavori». Dal documento, si è detto, «emerge l'amore della Chiesa per la famiglia fedele a Cristo, ma anche la sua capacità di essere vicina all'uomo in ogni momento della sua vita, di comprendere che, dietro alle sfide pastorali, ci sono tante persone che soffrono». Lo «sguardo» del Sinodo - è stato ribadito - dovrebbe essere quello «del pastore che dà la vita per le sue pecore, non che le giudica a priori».

«Dare maggior accento al tema della donna, della sua tutela e della sua importanza per la trasmissione della vita e della fede». È uno dei suggerimenti forniti dagli interventi di ieri, dopo la «Relatio post disceptationem». Tra le altre proposte dei padri quelle «d'integrare qualche considerazione sulla figura dei nonni all'interno del nucleo familiare; d'inserire un riferimento più specifico alla famiglia come ‘Chiesa domestica' e alla parrocchia come ‘famiglia di famiglie', così come alla Sacra Famiglia, modello di riferimento essenziale». In quest'ottica, è stato suggerito anche di «valorizzare di più la prospettiva missionaria della famiglia, il suo annunciare il Vangelo nel mondo contemporaneo».

«In relazione agli omosessuali, è stata evidenziata la necessità di accoglienza, ma con la giusta prudenza, affinché non si crei l'impressione di una valutazione positiva di tale orientamento». È quanto si legge nella sintesi degli interventi liberi di ieri, diffusa oggi dalla sala stampa della Santa Sede. «La stessa attenzione è stata auspicata nei riguardi delle convivenze», si legge ancora nella sintesi. Per i padri intervenuti al dibattito, inoltre, è necessario «approfondire e chiarire il tema della gradualità, che può essere all'origine di una serie di confusioni». Per quanto riguarda l'accesso ai sacramenti per i divorziati risposati, ad esempio, «è difficile accogliere delle eccezioni senza che in realtà diventino una regola comune». La parola «peccato» non è quasi presente nella «Relatio», hanno fatto notare i padri. Riguardo allo snellimento delle procedure per le cause di nullità matrimoniale, «qualche perplessità» è stata sollevata riguardo alla proposta di affidare «maggiori competenze» al vescovo diocesano, «gravandone eccessivamente le spalle». Tra i temi della vita, la proposta è di «affrontare in modo più deciso non solo il tema dell'aborto, ma anche quello della maternità surrogata». Maggiore attenzione è stata chiesta anche per i casi di poligamia e per la diffusione della pornografia, in particolare quella sul web, «rischio reale per l'unità familiare».

Fonte: Sir
Sinodo: gli interventi liberi dopo la relazione del card. Erdő
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