Vita Chiesa
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Sinodo valdese a Papa Francesco: «Nella sua richiesta di perdono, l’inizio di una nuova storia»

Il Sinodo metodista e valdese «riceve con profondo rispetto, e non senza commozione, la richiesta di perdono da Lei rivolta». Esordisce così una lettera aperta indirizzata a papa Francesco dai 180 sinodali riuniti a Torre Pellice, capoluogo delle «Valli Valdesi» del Piemonte, per l’annuale Sinodo delle Chiese metodiste e valdesi. 

L'abbraccio di Papa Francesco al pastore valdese, durante la sua visita a Torino (Foto Sir)

È la prima volta che i valdesi scrivono ad un Papa che nella lettera approvata ieri pomeriggio chiamano «caro fratello in Cristo Gesù». La missiva, che verrà inviata dal presidente del seggio Marco Borno, è la risposta da parte del massimo organo decisionale delle chiese valdesi e metodiste alle parole con le quali il pontefice, lo scorso 22 giugno nella sua visita alla chiesa valdese di Torino. In quella occasione il Papa aveva chiesto, «da parte della chiesa cattolica, perdono per gli atteggiamenti e i comportamenti non cristiani, persino non umani che, nella storia, abbiamo avuto contro di voi». «Nella Sua richiesta di perdono – scrivono i valdesi al Papa - cogliamo inoltre la chiara volontà di iniziare con la nostra Chiesa una storia nuova, diversa da quella che sta alle nostre spalle in vista di quella «diversità riconciliata» che ci consenta una testimonianza comune al nostro comune Signore Gesù Cristo. Le nostre Chiese sono disposte a cominciare a scrivere insieme questa storia, nuova anche per noi».

«Il dialogo fraterno che oggi conduciamo – si legge ancora nella lettera - è dono della misericordia di Dio, che molte volte ha perdonato, e ancora perdona, la sua e la nostra Chiesa, invitandole al pentimento, alla conversione e a novità di vita, permettendo loro così di assumere ogni giorno di nuovo il compito di servirlo». «Accogliamo le Sue parole come ripudio non solo dalle tante iniquità compiute ma anche del modo di vivere la dottrina che le ha ispirate».

«La nostra comune fede in Cristo – proseguono i valdesi - ci rende fratelli nel Suo Nome, e questa fraternità noi già la sperimentiamo e viviamo in tante occasioni con sorelle e fratelli cattolici: è un grande dono che ci viene fatto e che speriamo possa essere condiviso da un numero crescente di membri delle due Chiese. Questa nuova situazione non ci autorizza però a sostituirci a quanti hanno pagato col sangue o con altri patimenti la loro testimonianza alla fede evangelica e perdonare al posto loro. La grazia di Dio, però, ‘è sovrabbondata, là dove il peccato è abbondato’ (Romani 5,20), e questo noi crediamo e confessiamo, certi che Dio vorrà attuare questa sua parola anche nella costruzione di nuove relazioni tra le nostre Chiese, ispirata alla parola evangelica: ‘Ecco, io faccio ogni cosa nuova’ (Apocalisse 21:5). La ricordiamo, caro fratello Francesco, nell'intercessione e Le chiediamo di pregare per noi, invocando su di Lei, sul Suo servizio e sulla Sua chiesa, la benedizione del nostro Dio».

Fonte: Sir
Sinodo valdese a Papa Francesco: «Nella sua richiesta di perdono, l’inizio di una nuova storia»
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