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Ucoii: «Il messaggio del Papa è valido anche per i musulmani»

Può sorprendere leggere sulla pagina facebook dell’Unione delle Comunità islamiche in Italia (Ucoii) aluni brani della recente esortazione di Papa Francesco «Evangelii gaudium». Leggiamo, ad esempio: «…In quest’epoca acquista una notevole importanza la relazione con i credenti dell’Islam, oggi particolarmente presenti in molti Paesi di tradizione cristiana...». Ma chi conosce l'imam di Firenze e presidente nazionale di Ucoii, Ezzedin Elzir, sa che questa attenzione per i cristiani e questa sensibilità al dialogo interreligioso è sincera e viene da lontano.

Percorsi: Islam - Papa Francesco
Parole chiave: Ezzedin Elzir (1)
Ucoii: «Il messaggio del Papa è valido anche per i musulmani»

Da anni partecipa a decine di incontri sul dialogo con il rabbino di Firenze Joseph Levi e con esponenti del mondo cattolico, come il cardinale Silvano Piovanelli. E da circa dieci anni è presente al Campo internazionale che l'Opera per la Gioventù Giorgio La Pira organizza ad agosto al villaggio La Vela di Castiglion della Pescaia e al quale sono presenti giovani ebrei, musulmani e cristiani, sia cattolici che ortodossi. E più volte, proprio durante quel campo, ha partecipato con la sua famiglia alle udienze di papa Benedetto XVI. Maria Chiara Biagioni, dell'Agenzia Sir, lo ha intervistato.

Perché avete proposto ai vostri lettori il paragrafo del Papa sull’Islam?

“Perché crediamo che abbiamo bisogno di lavorare tutti insieme per dimostrare che ci sono messaggi universali che toccano ogni uomo e ogni donna. Vengono dal Papa e si rivolgono al mondo cristiano, ma possono essere validi anche per il mondo musulmano o per i seguaci di altre fedi religiose, e direi anche per tutti gli uomini e le donne di buona volontà. E crediamo che dobbiamo da parte nostra fare di più per trasmettere questi messaggi da chiunque essi vengano. Figuriamoci poi se vengono dal Papa”.

Ci spieghi meglio. Quale messaggio del Papa vi ha colpito di più?

“Credo che il Papa stia dando testimonianza di un cristianesimo autentico come nel mondo islamico ci sono i sapienti che trasmettono la realtà più autentica dell’Islam. Dobbiamo tornare alle nostre fedi religiose e ciascuno darne testimonianza per contribuire a creare un nuovo umanesimo dove l’essere umano viene rispettato perché onorato dal Signore”.

Si è sorpreso del fatto che il Papa abbia dedicato uno spazio all’Islam nella sua prima esortazione apostolica?

“Dal primo momento della sua elezione, abbiamo capito l’apertura di Papa Francesco all’Islam e al mondo islamico. Lo abbiamo capito fin dal primo invito a partecipare al suo insediamento come Papa. Poi in questo breve periodo con diverse delegazioni ci siamo incontrati con lui ben 6 volte. Realmente credo che lui sappia vedere in maniera profonda la fede cristiana e le altre fedi religiose e quando esse sono autentiche, sono aperte al prossimo, all’altro”.

Il Papa vi definisce “capaci di dedicare quotidianamente tempo alla preghiera e di partecipare fedelmente ai loro riti religiosi”.

Che effetto le fa essere descritto in questo modo? “Papa Francesco è un uomo di grande spiritualità e dà valore giusto alla preghiera. E in una società sempre più ferita dal materialismo la preghiera può diventare un segno importante. Ci aiuta a trovare il giusto equilibrio, l’armonia con Dio e con tutto ciò che è attorno a noi”.

Il Papa dice che “per sostenere il dialogo con l’Islam è indispensabile la formazione adeguata degli interlocutori”. Quanto è importante conoscersi?

“Solo chi conosce se stesso, può dialogare e rispettare il prossimo. Oggi c’è poco dialogo perché la maggior parte dei musulmani e dei cristiani sono tali solo per nome. Conoscono poco la loro fede religiosa. Credo anche che nel dialogo con l’altro, possiamo conoscere la nostra fede religiosa in maniera più profonda”.

Il Papa implora “umilmente” i Paesi islamici di assicurare libertà ai cristiani. Come può rispondere a questa richiesta?

“È un appello alla libertà religiosa perché sia rispettata ovunque. Noi sottoscriviamo questo appello. E chiediamo a tutto il mondo e al mondo arabo-islamico di rispettare la libertà e in generale e in particolare la libertà religiosa. Noi, uomini e donne di fedi diverse possiamo dare un contributo molto importante in questo senso”.

Fonte: Sir
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