Vita Chiesa
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Verso Firenze 2015: lettera del Cop, «non ci vogliamo definire fuori dalla storia»

«Non ci vogliamo definire fuori da questa storia, ma dentro questa nostra umanità convinti che possiamo imparare da tutti e che possiamo offrire a tutti la nostra speranza, che ancora e sempre è attesa». Un invito pressante a entrare nella storia di «tutti gli uomini e le donne del nostro tempo» è rivolto ai partecipanti al Convegno ecclesiale di Firenze (9-13 novembre 2015) dal Centro di orientamento pastorale.

Verso Firenze 2015: lettera del Cop, «non ci vogliamo definire fuori dalla storia»

L'organismo costituito da vescovi, sacerdoti e operatori pastorali laici ha lo scopo di aiutare le parrocchie ad aggiornare il lavoro pastorale al contesto socio-religioso del Paese in continuo mutamento. La “Lettera ai partecipanti al Convegno di Firenze sull’umanesimo” è stata pubblicata oggi al termine della 65ª Settimana nazionale di aggiornamento pastorale del Cop, che si è svolto a Frascati dal 22 al 25 giugno sul tema “Il Regno di Dio tra già e non ancora. Una Chiesa in uscita in un mondo da custodire”. “Ne è emersa – scrivono i partecipanti alla settimana del Cop – una figura di uomo e di donna avvinti da questa grande prospettiva dell’amore misericordioso del nostro Dio”. Ed aggiungono: “ci ha appassionato” come la persona “oggi stia smarrendo anche il suo codice genetico” e al tempo stesso “sia collocabile in un mondo di orizzonti ampi, di promesse inedite e coinvolgenti, di comunioni di vita con tutti”.

i tratta di un’aspirazione – prosegue la lettera – che si scontra con la realtà, “contro le continue violenze domestiche, nazionaliste, contro tutte le chiusure e le costruzioni di muri”. E rivolgendosi ai delegati che in novembre parteciperanno al convegno di Firenze, il Cop scrive: “Voi cercherete di rintracciare il volto dell’uomo spesso sfigurato e deformato nel volto di Cristo, indicando nuove vie e nuovi percorsi di vita. Noi vogliamo chiedervi che ci sia un grande apprezzamento di questa realtà in cui Dio ci ha collocati, di questa umanità che si apre a nuovi orizzonti, di cui noi siamo responsabili. Non possiamo costruirci i nostri spazi, i nostri privilegi. C’è una speranza che abita questo nostro cammino” e “ogni volta che per un povero, un malato, un sofferente, la ‘terra diventa cielo’, il Regno di Dio è già qui. La nostra umanità, la nostra carne, la nostra storia, la storia di ogni uomo è il luogo del venire di Dio”.

Fonte: Sir
Verso Firenze 2015: lettera del Cop, «non ci vogliamo definire fuori dalla storia»
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