Vita Chiesa
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Via crucis al Colosseo: le meditazioni di mons. Renato Corti

«Nella Via Crucis che stiamo per iniziare, sarà costante il riferimento al dono di essere custoditi dall'amore di Dio, in particolare da Gesù crocifisso, e al compito di essere, a nostra volta, custodi per amore dell'intera creazione, di ogni persona, specie della più povera, di noi stessi e delle nostre famiglie, per far risplendere la stella della speranza». Lo sottolinea monsignor Renato Corti, vescovo emerito di Novara, nell'introduzione alle meditazioni, da lui scritte, delle quattordici stazioni della Via Crucis, che sarà presieduta da Papa Francesco al Colosseo la sera di Venerdì Santo, 3 aprile.

Parole chiave: Via crucis (16), Quaresima (78)

Il presule ha intitolato la sua riflessione «La croce, vertice luminoso dell'amore di Dio che ci custodisce. Chiamati a essere anche noi custodi per amore». Il testo - anticipato oggi su  www.vatican.va  - sarà pubblicato anche dalla Libreria Editrice Vaticana. Meditando sulla II stazione, monsignor Corti richiama il dramma di «uomini e donne che vengono imprigionati, condannati o addirittura trucidati solo perché credenti o impegnati in favore della giustizia e della pace. Essi non si vergognano della tua croce. Sono per noi mirabili esempi da imitare». Dopo aver letto il testamento spirituale di Shahbaz Bhatti, la preghiera rivolta al Signore: «Si diffonda nel mondo il diritto fondamentale alla libertà religiosa».

Nella IV stazione, quando Gesù incontra la Madre, monsignor Corti invita a «pensare ai tanti drammi familiari presenti nel mondo. Ce ne sono per tutti: madri, padri, figli, nonne e nonni. È facile giudicare, ma più importante è metterci nei panni degli altri e aiutarli fin dove ci è possibile. Cercheremo di farlo». A Maria Santissima viene chiesto di «accompagnare il Sinodo dei vescovi dedicato alla famiglia». Nella VII stazione - seconda caduta di Gesù - si ricorda l'«incommensurabile» sofferenza «di coloro che sono dentro ad avvenimenti crudeli, a parole di odio e falsità; o che incontrano cuori di pietra che provocano lacrime e conducono alla disperazione». Nella X stazione, quando Gesù è spogliato delle vesti, l'amore con il quale Gesù custodisce ogni creatura, «ci fa pensare a situazioni tremende: il traffico di esseri umani, la condizione dei bambini-soldato, il lavoro che diventa schiavitù, i ragazzi e gli adolescenti derubati di se stessi, feriti nella loro intimità, barbaramente profanati». Nell'XI stazione «guardiamo Gesù inchiodato alla croce. E sorgono nella nostra coscienza interrogativi impellenti: quando sarà abolita la pena di morte, ancor oggi praticata in 58 Stati? Quando sarà cancellata ogni forma di tortura e la soppressione violenta di persone innocenti? Il tuo Vangelo è la più salda difesa dell'uomo, di ogni uomo».

Fonte: Sir
Via crucis al Colosseo: le meditazioni di mons. Renato Corti
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