Coldiretti

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A tavola fuori casa 2 italiani su 3 durante le vacanze estive con il 39% che ha scelto di privilegiare per mangiare principalmente il ristorante, l'11% la pizzeria, l'8% negli agriturismi con la stessa percentuale di pub, fast food e ambulanti. E' quanto emerge dall'indagine Coldiretti/Ixè dalla quale si evidenzia la tendenza degli italiani a tornare a mangiare fuori in vacanza.

«Un terzo dell’intera superficie nazionale è oggi a rischio incendio, a causa dell’incuria e dell’abbandono che favoriscono l’estendersi del fuoco e l’azione dei piromani, con un costo per la collettività di ben 10mila euro ad ettaro». A lanciare l’allarme è la Coldiretti dopo i nuovi roghi che hanno colpito il Sud e il Centro con migliaia di ettari di pascoli, boschi, vigneti e uliveti andati in fumo. 

A undici mesi dalla prima scossa sono state realizzate e rese operative il 55% delle stalle necessarie per ospitare gli animali «sfollati» a causa dei crolli. È quanto emerge dal monitoraggio effettuato da Coldiretti in occasione dell’incontro con centinaia di agricoltori nel Comune di Amatrice (Rieti) ad un mese esatto dal tragico anniversario delle prime scosse per fare un bilancio sulla situazione nelle campagne.

«A rischio le raccolte estive di frutta e verdura e soprattutto la vendemmia per gli inammissibili ritardi burocratici nello sviluppo della procedura informatica dell’Inps (Istituto nazionale previdenza sociale) che di fatto impediscono alle imprese agricole l’accesso agli strumenti che hanno sostituito i voucher». È il monito lanciato dalla Coldiretti in merito ai contenuti della circolare Inps contenente le istruzioni operative per le nuove prestazioni occasionali.

Sono migliaia gli allevatori, agricoltori, consumatori, sindacalisti, ambientalisti, rappresentanti della società civile e cittadini che affollano oggi piazza Montecitorio, a Roma, per manifestare contro il trattato di libero scambio con il Canada, che – sottolinea in una nota la Coldiretti – «per la prima volta nella storia dell’Unione accorda a livello internazionale il via libera alle imitazioni dei nostri prodotti più tipici e spalanca le porte all’invasione di grano duro e a ingenti quantitativi di carne a dazio zero».