Ambiente

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Il Castello di Sammezzano (Reggello – Fi), con 50.141 voti, è il vincitore dell'ottava edizione del «luogo del cuore», promossa dal Fai (Fondo ambiente italiano), in collaborazione con Intesa San Paolo, al quale hanno preso parte 1.573.032 italiani. 33 mila i luoghi oggetti di segnalazione. Questa edizione era dedicata all’archeologo Khaled al-Asaad, l’eroe di Palmira. Ecco tutti i più votati tra i luoghi toscani.

I pianeti gemelli salveranno l’umanità da una ipotetica ma quanto mai plausibile distruzione del pianeta terra? «E’ un po’ difficile dirlo visto che si trovano a parecchi anni luce da noi. Se non salviamo noi il pianeta terra, i pianeti gemelli non ci salveranno». Risponde così monsignor Marcelo Sanchez Sorondo, cancelliere della Pontificia Accademia delle Scienze, che proprio all’indomani dell’annuncio della Nasa sulla scoperta di un sistema di sette pianeti che richiamano, alla lontana, il sistema solare, sta promuovendo un seminario interdisciplinare su «Il diritto umano all’acqua» che sta riunendo alla Casina Pio IV, in Vaticano, studiosi, scienziati, teologi e rabbini di tutto il mondo.

Continuare a prendersi cura della terra in modo speciale senza distruggere l’ecologia, l’equilibrio ecologico e la saggezza dei popoli. E’ stata la raccomandazione in spagnolo di Papa Francesco ai circa 40 rappresentanti dei popoli indigeni, riuniti a Roma in occasione della 40.ma sessione del Consiglio dei Governatori del Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo (Ifad), ricevuti prima dell’udienza generale nell’auletta adiacente la Sala Nervi. Il Pontefice ha ricordato che è necessario conciliare “il diritto allo sviluppo, compreso quello sociale e culturale, con la tutela delle caratteristiche proprie degli indigeni e dei loro territori”.

Buoni passi in avanti nel percorso di bonifica della falda e dei terreni dell'area di Piombino. Li ha registrati e messi in evidenza l'assessore regionale all'ambiente Federica Fratoni che stamani è intervenuta insieme al direttore del settore ambiente Edo Bernini durante la riunione del tavolo territoriale, della cabina di regia, per lo stato di attuazione dell'accordo di programma del 24 aprile 2014.

“Viviamo il paradosso di un’agricoltura non più considerata settore primario dell’economia, ma che mantiene una evidente rilevanza nelle politiche di sviluppo, negli squilibri della sicurezza alimentare come pure nella vita delle comunità rurali. In alcune aree geografiche, infatti, lo sviluppo agricolo resta la principale risposta possibile alla povertà e alla scarsità di cibo. Questo però significa rimediare alla carenza degli apparati istituzionali, all’iniqua acquisizione di terre la cui produzione è sottratta ai legittimi beneficiari, ad ingiusti metodi speculativi o alla mancanza di politiche specifiche, nazionali e internazionali”.

Sono parole ferme e chiare quelle che Papa Francesco ha rivolto ai partecipanti alla riunione dell’Associazione rurale cattolica internazionale (Icra), a conclusione dei lavori, incontrati nella Sala del Concistoro.

«Viviamo il paradosso di un’agricoltura non più considerata settore primario dell’economia, ma che mantiene una evidente rilevanza nelle politiche di sviluppo, negli squilibri della sicurezza alimentare come pure nella vita delle comunità rurali». Lo ha detto il Papa, ricevendo oggi in udienza nella Sala del Concistoro i partecipanti alla riunione dell’Associazione rurale cattolica internazionale (Icra), a conclusione dei lavori.

“La sottomissione della politica alla tecnologia e alla finanza che cercano anzitutto il profitto è dimostrata dalla ‘distrazione’ o dal ritardo nell’applicazione degli accordi mondiali sull’ambiente, nonché dalle continue guerre di predominio mascherate da nobili rivendicazioni, che causano danni sempre più gravi all’ambiente e alla ricchezza morale e culturale dei popoli”.
Con queste parole Papa Francesco si è rivolto ai partecipanti alla plenaria della Pontificia Accademia delle Scienze, ricevuti in udienza. Dinanzi alla minaccia di un “collasso ecologico e al conseguente aumento della povertà e dell’esclusione sociale”, il Pontefice ha rimarcato l’evidente necessità che la scienza si ponga alservizio di un nuovo equilibrio ecologico globale.

«Proteggere la casa comune, minacciata dal collasso ecologico», per combattere povertà ed esclusione sociale. È il primo imperativo rivolto dal Papa ai partecipanti alla plenaria della Pontificia Accademia delle Scienze, ricevuti questa mattina in udienza nella Sala del Concistoro in occasione della loro plenaria, in corso in Vaticano fino a domani.