Alluvioni

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Maria «ci aiuti ad essere santi, per incontrarci con lei, un giorno, in Paradiso»: è la preghiera di Papa Francesco, oggi all’Angelus in Piazza San Pietro, nella solennità dell’Assunta. Al termine dell'Angelus il Papa ha pregato per le «popolazioni che in tante parti del mondo soffrono a causa di calamità naturali, di tensioni sociali o di conflitti».

«È la più grande calamità naturale dei tempi recenti accaduta in Colombia». Lo dice al Sir il direttore del Segretariato Caritas-Pastorale sociale della Chiesa colombiana, mons. Héctor Fabio Henao Gaviria, a proposito di quanto accaduto a Mocoa, nel dipartimento meridionale del Putumayo, dove la città è stata sepolta da una valanga di fango e detriti, provocata dallo straripamento dei tre fiumi che passano vicino alla zona.

(dall’inviato Sir a Carpi) – Il ricordo della «tragedia che ha colpito la Colombia», un appello per la pace nella Repubblica democratica del Congo, l’invito a cercare «soluzioni politiche» in Venezuela e Paraguay. Questo lo sguardo internazionale rivolto da Papa Francesco ieri prima della preghiera dell’Angelus in piazza Martiri, a Carpi, dove si trovava in visita pastorale.

Sono profondamente addolorato per la tragedia che ha colpito la Colombia, dove una gigantesca valanga di fango, causata da piogge torrenziali ha investito la città di Mocoa, provocando numerosi morti e feriti. Prego per le vittime e assicuro la mia e vostra vicinanza a quanti piangono la scomparsa dei propri cari, e ringrazio tutti coloro che si stanno adoperando per prestare soccorso.
Anche, non buone notizie continuano a giungere (notizie) di sanguinosi scontri armati nella regione del Kasai della Repubblica Democratica del Congo, scontri che stanno provocando vittime e sfollamenti e che colpiscono anche persone e proprietà della Chiesa: chiese, ospedali, scuole ... 

Mentre continua l’emergenza alluvioni nella zona settentrionale e centrale del Perù (compresa la capitale Lima) e il bilancio delle vittime sale a 90 persone, i vescovi peruviani sono intervenuti con un nuovo appello al Paese. «Viviamo – scrivono – un periodo di sofferenza, preoccupazione e dolore, ma anche di solidarietà».

«In questi giorni di bomba d’acqua insistente e devastante, per le nostre terre, forse si sono limitati i danni rispetto al ’94, non ci sono state vittime, la paura è stata tanta ma ci si è trovati anche più attrezzati, più tempestivi, più pronti a reagire e a premunirsi». Lo afferma, l’indomani dell’alluvione che ha colpito pesantemente il sud del Piemonte, don Corrado Avagnina, direttore de «L’Unione Monregalese», il settimanale della diocesi di Mondovì che attraverso il sito www.unionemonregalese.it continua a seguire l’evolversi della situazione.