Clima

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«Tra neve e pioggia, a gennaio al nord è caduta l’80% di acqua in più rispetto alla media che ha provocato danni e difficoltà ma che è importante per ripristinare le riserve idriche nelle montagne e scongiurare drammatici effetti sull’agricoltura e anche rischi per gli usi civili ed industriali». Lo afferma la Coldiretti sulla base dei dati Ucea relativi alla prima decade del mese di gennaio che fa segnare sull’intera Penisola precipitazioni superiori del 22% rispetto alla media storica.

«Tra pioggia e neve a novembre è caduto il 38% in più di precipitazioni che hanno mandato in tilt l’Italia tra blocchi stradali, frane, allagamenti e black out elettrici che hanno coinvolto le campagne dove, con l’emergenza per pulire le strade, sono stati mobilitati migliaia di agricoltori con trattori utilizzati come spalaneve e spandiconcime adattati per la distribuzione del sale contro il gelo». È quanto afferma la Coldiretti commentando l’analisi condotta sulla base dei dati Ucea relativi alla prima decade di novembre. 

Un appello «alle comunità e ai leader di tutte le fedi religiose» perché «possono fare una enorme differenza per convincere governi e corporazioni ad amplificare ed intensificare i loro sforzi», per salvare il pianeta terra. A lanciarlo è il Patriarca ecumenico di Costantinopoli, Bartolomeo I, alla 23ª Conferenza Onu sui cambiamenti climatici (Cop23) che si è aperta lunedì 6 novembre a Bonn e si concluderà il 17 novembre.

E’ necessaria una presa di coscienza mondiale, e una strategia internazionale condivisa per fermare il degrado dell’ambiente naturale e della salute degli oceani, che colpisce chi è già più vulnerabile, a partire dai pescatori. Papa Francesco lo ha ribadito con forza incontrando in Vaticano i leader del Pacific Islands Forum, rappresentanti dei paesi dell’Oceano Pacifico, che subiscono sempre nuovi fenomeni estremi ambientali e climatici. Il Pontefice ha ricordato il problema dell’innalzamento del livello dei mari e il “doloroso” declino della barriera corallina, usando le parole dell’appello dei vescovi delle Filippine, 30 anni fa. 

Papa Francesco ha ricevuto oggi in udienza nella sala Clementina in Vaticano i leader del «Pacific Islands Forum Secretariat» provenienti dagli 11 Paesi insulari: Australia, Isole Cook, Stati federati di Micronesia, Polinesia Francese, Kiribati, Nauru, Nuova Zelanda, Papua Nuova Guinea, Repubblica delle Isole Marshall, Samoa e Vanuatu. 

Secondo l’Unicef, oltre 10,5 milioni di bambini vivono in Paesi che potrebbero essere esposti ai danni dell’uragano Irma. In base all’attuale traiettoria della tempesta, i bambini nelle isole dei Caraibi orientali, della Repubblica Dominicana, Haiti e Cuba sono in pericolo, fra questi oltre 3 milioni hanno meno di 5 anni.