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«La legge 194 non prevede il diritto all’aborto: chiede – invano – di prevenirlo offrendo alternative a chi chiede di farvi ricorso. Riconoscere un diritto all’aborto equivarrebbe ad ammettere che ad alcuni esseri umani possa non essere riconosciuto il diritto alla vita, con evidenti rischi che, in nome dei diritti civili, il perimetro dei diritti umani possa in futuro ridursi anche per altre categorie». Lo afferma Gian Luigi Gigli, presidente del Movimento per la vita italiano, a proposito della Giornata mondiale per l’accesso all’aborto sicuro e legale.

«8.301 bambini salvati, 13mila gestanti assistite durante la gravidanza, quasi 18mila donne aiutate anche se non gestanti. Possibilità di rifugio e di accoglienza per donne vittime di pressioni per abortire o, comunque, oggetto di violenza. Una rete di ascolto per chiamate di emergenza attiva h24 per 365 giorni all’anno». Sono i principali dati che fotografano l’attività dei 349 Centri di aiuto alla vita, del servizio di emergenza «SosVita» e delle 41 case di accoglienza operanti sul territorio nazionale nel 2016.

Il Tribunale per i minorenni di Firenze ha accolto la richiesta di riconoscimento dell’adozione di due bambini, tra loro fratelli, pronunciata da parte di una Corte britannica a favore di una coppia di uomini. Generazione famiglia, «si rispetti la legge italiana e non quella di altri ordinamenti».

Il Movit di Firenze e Siena – associazione studentesca prolife, espressione del Movimento per la vita italiano in ambito universitario nei due atenei toscani – festeggia in questi giorni i suoi primi cinque anni di attività. L’anniversario sarà celebrato con un incontro pubblico dal titolo «Le nuove famiglie: genitorialità e filiazione», che si terrà venerdì 3 marzo, alle ore 16, presso la Sala Giotto del Centro arte e cultura dell’Opera del Duomo (Piazza San Giovanni, 7, Firenze).

È stata eseguita martedì 19 luglio al Santa Margherita di Cortona una diagnosi preimpianto su tre embrioni, all'interno di un percorso di Pma (procreazione medicalmente assistita). L'assessore regionale alla salute, Stefania Saccardi lo ha salutato come un successo toscano, perché è il primo caso in un centro pubblico italiano. Ma Gigli (Mpv) commenta: «questa è selezione eugenetica».