Sant'Egidio

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Sono arrivati da Beirut all’aeroporto di Fiumicino altri 43 profughi siriani grazie ai corridoi umanitari promossi da Comunità di Sant’Egidio, Federazione delle Chiese evangeliche in Italia (Fcei) e Tavola valdese. Domani ne arriveranno altri 47. Si tratta di nuclei familiari provenienti da Aleppo, Homs, Raqqa e Edlib; oltre un terzo sono bambini. Saranno accolti come sempre in diverse città d'Italia: Torino, Genova, Iglesias, Sabaudia.

«Preghiera, poveri e pace: è il talento della Comunità, maturato in cinquant’anni». Salutando ieri la Comunità di Sant’Egidio, che lo ha atteso sotto la pioggia davanti alla basilica di Santa Maria in Trastevere, il Papa ha citato le «tre P» consegnate il 15 giugno 2014, quando ha incontrato i poveri della Comunità, fondata da Andrea Riccardi, che compie 50 anni.

È stato tutto nuovo nel viaggio più lungo e importante che cambierà per sempre le loro vite. Hanno lasciato l’Africa e la sofferenza alle spalle viaggiando in maniera legale e sicura, con 18 diocesi italiane pronte ad accoglierli per un anno e a integrarli nelle comunità locali grazie al progetto Caritas «Protetto. Rifugiato a casa mia».

(da Addis Abeba) Stasera 113 eritrei, somali e sud sudanesi partiranno con l’Ethiopian Airlines dall’aeroporto di Addis Abeba alla volta di Roma, dove saranno accolti dagli operatori di Caritas italiana e della Comunità di Sant’Egidio e di Gandhi Charity. I rifugiati saranno ospitati presso 18 diocesi italiane e inseriti per un anno nel progetto di Caritas Italiana «Protetto. Rifugiato a casa mia».

«La Comunità di Sant’Egidio ha attraversato il tempo, affrontando e curando le varie forme di povertà e di emarginazione. Ma mi viene anche da aggiungere che ha anche superato lo spazio e i luoghi perché è andata incontro alle condizioni di sofferenza, di emarginazione e di povertà anche lontano, in una dimensione mondiale». Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che ieri sera ha visitato la sede della Comunità, a Roma, in occasione del cinquantesimo anniversario della fondazione.

Partono i festeggiamenti per i 50 anni della Comunità di Sant’Egidio, fondata nel Sessantotto da Andrea Riccardi e oggi presente in oltre 70 Paesi del mondo. Il primo appuntamento è a Roma, nella basilica di San Giovanni in Laterano, per una celebrazione presieduta dal cardinale segretario di Stato, Pietro Parolin. Intervista al presidente Marco Impagliazzo

«È importante che da parte di tutti, istituzioni civili, realtà educative, assistenziali ed ecclesiali, ci sia l’impegno per assicurare ai rifugiati, ai migranti, a tutti un avvenire di pace». È l’appello rivolto dal Papa, nel primo Angelus del 2018, che coincide con la Giornata mondiale di preghiera per la pace, che quest’anno ha per tema: «Migranti e rifugiati: uomini e donne in cerca di pace».

Lunedì 1° gennaio, in occasione della 51ª Giornata mondiale della pace, esprimendo il proprio sostegno al messaggio di Papa Francesco «Migranti e rifugiati: uomini e donne in cerca di pace», la Comunità di Sant’Egidio organizza marce, manifestazioni e iniziative pubbliche in centinaia di città di tutti i continenti invitando a «cominciare il nuovo anno costruendo un mondo più umano, che sappia accogliere e integrare».