Bambini

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I francescani sono rimasti ad Aleppo durante i cinque lunghi anni di guerra, senza luce, senza acqua, con il cibo razionato, con  i missili, le bombe, le stragi quotidiane. Non hanno lasciato i cristiani soli, non hanno voluto lasciare i conventi e oggi aiutano la città a rinascere. La Toscana, con la Fondazione «Giovanni Paolo II» e «Il Cuore si scoglie», si sta mobilitando con progetti concreti a sostegno dei più piccoli.  

Agli oltre 300 membri della multinazionale europea Sixt ricevuti in udienza in Vaticano, il Papa ha raccomandato di proseguire l’impegno sociale e umano in favore dei bambini che si trovano in varie situazioni di disagio, certi che questa sia anche la priorità del Successore di Pietro. Voi – ha detto il Pontefice – attraverso la fondazione “Dryng Little Tears”, unite il lavoro professionale ad una vocazione nobile che non si ferma al successo personale o al guadagno ma cerca piuttosto di servire il bene comune, con progetti capaci di asciugare le lacrime dei deboli.

Il sole va giù e, proprio come succede nella cameretta di casa, la stanza si riempie di parole di fiaba e ninne nanne, sussurrate per far scivolare i bambini nel sonno. Succede al Meyer, dove è appena decollata «La Buonanotte del Meyer», un programma fatto di ninne nanne, favole, filastrocche, canti e musiche che una volta a settimana portano ai piccoli ricoverati un momento speciale prima della nanna. 

«Cari ragazzi e ragazze, grazie tanto di essere qui, grazie tanto del vostro canto e del vostro coraggio». Con queste parole, pronunciate a braccio, il Papa ha salutato i 200 bambini delle zone terremotate del Centro Italia, che lo hanno atteso nei giardini del Quirinale mentre teneva il suo discorso, insieme al presidente Sergio Mattarella, nel Salone dei Corazzieri.