Vita

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«8.301 bambini salvati, 13mila gestanti assistite durante la gravidanza, quasi 18mila donne aiutate anche se non gestanti. Possibilità di rifugio e di accoglienza per donne vittime di pressioni per abortire o, comunque, oggetto di violenza. Una rete di ascolto per chiamate di emergenza attiva h24 per 365 giorni all’anno». Sono i principali dati che fotografano l’attività dei 349 Centri di aiuto alla vita, del servizio di emergenza «SosVita» e delle 41 case di accoglienza operanti sul territorio nazionale nel 2016.

Si svolgerà sabato 20 maggio a Roma la VII edizione della Marcia per la Vita, manifestazione nazionale dei movimenti Pro-Life per sostenere l’inviolabilità della vita umana, fin dal concepimento. Associazioni, famiglie, movimenti, giungeranno da ogni parte d’Italia, insieme a una nutrita rappresentanza da tutto il Mondo, per ribadire il sì incondizionato e la sacralità della vita umana.

Il presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, riceverà domani, venerdì 12 maggio, nella sede della Rappresentanza del Parlamento europeo a Roma, in via IV Novembre 149 (ore 15), la petizione di 3mila esperti italiani nel campo della medicina e della giustizia, che chiedono all’Europa di non finanziare più attività che distruggono embrioni umani.

Il Consiglio centrale dell’Unione giuristi cattolici italiani (Ugci) «memore che l’atteggiamento ostruzionistico a proposte di leggi su temi etici ha spesso portato il Parlamento a legiferare successivamente in senso addirittura peggiorativo», ritiene «necessaria l’approvazione del Disegno di legge intitolato ‘Norme in materia di consenso informato e di dichiarazioni di volontà anticipate nei trattamenti sanitari al fine di evitare l’accanimento terapeutico’».

«Una ‘culla per la vita’ in ogni quartiere della città. Da nord a sud d’Italia, una mappa chiara e accessibile a tutti». Questo l’appello di Marco Griffini, presidente di Aibi, Amici dei bambini, alla luce dell’ennesima tragedia di Trieste, dove una neonata è stata abbandonata in un giardino condominiale e, nonostante la corsa in ospedale, dopo poche ore è morta. Indagata la madre, di appena 16 anni.

Per il giurista Alberto Gambino, presidente di Scienza & Vita, il testo del ddl 1142, approvato alla Camera, va modificato perché consente troppa discrezionalità interpretativa, considera alimentazione e idratazione artificiale come trattamenti sanitari, «apre» all’abbandono terapeutico, non riconosce il diritto del medico all’obiezione di coscienza.