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“La risposta pastorale alle sfide migratorie contemporanee” si deve articolare “attorno a quattro verbi: accogliere, proteggere, promuovere, integrare”. Lo ha precisato Papa Francesco, incontrando in Vaticano i direttori nazionali della pastorale per i migranti, partecipanti all’Incontro promosso dal Consiglio delle Conferenze Episcopali d’Europa. “Di fronte ai flussi migratori massicci, complessi e variegati, che hanno messo in crisi le politiche migratorie fin qui adottate”, il Pontefice ha rimarcato che essi rappresentano “una nuova ‘frontiera’ missionaria, un’occasione privilegiata di annunciare Gesù Cristo, di testimoniare concretamente la fede cristiana nella carità e nel profondo rispetto per le altre espressioni religiose.

Papa Francesco ha espresso oggi la sua «preoccupazione di fronte ai segni di intolleranza, discriminazione e xenofobia che si riscontrano in diverse regioni d’Europa»: lo ha detto ricevendo in udienza i direttori nazionali delle migrazioni che stanno partecipando in questi giorni a Roma all’Incontro promosso dal Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa (Ccee).

Si intitola «Il Tempo per la Creazione: un tempo di preghiera per il mondo e per l’ambiente», il documento sottoscritto da tre organismi europei Kek (Conferenza delle Chiese d’Europa), Ccee (Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa) e Ecen (Rete ambientale cristiana europea) in vista della Giornata della Creazione del 1° settembre.

I presidenti della Conferenza delle Chiese europee (Cec), l'arcivescovo anglicano Christopher Hill, e della Commissione degli episcopati della Comunità europea (Comece), il card. Reinhard Marx, in una dichiarazione congiunta emessa al termine dell'incontro con il presidente della Commissione europea, ribadiscono il ruolo dell'Unione per la pace, la giustizia e la solidarietà.

«Le molteplici crisi che l’Europa e gli Stati vicini sono chiamati ad affrontare ci avvicinano ancor più». È quanto scrivono i presidenti del Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa, cardinale Angelo Bagnasco, e della Conferenza delle Chiese europee, il reverendo anglicano Christopher Hill, in un messaggio congiunto pubblicato in occasione della Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani.

«Il togliere o il negare cittadinanza al Dio di Gesù Cristo non è garanzia di sviluppo, ma è all’origine di quell’impoverimento spirituale e morale che caratterizza i nostri tempi e che, alla lunga, genera anche impoverimento sociale, economico e culturale». E’ un messaggio all’Europa perché non releghi il cristianesimo ai margini quello che i vescovi presidenti delle Conferenze episcopali d’Europa lanciano all’Europa da Monaco, al termine della loro assemblea plenaria annuale che ha portato alla elezione della nuova presidenza con alla guida il cardinale Angelo Bagnasco.