Corte costituzionale

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«Con la sentenza della Corte Costituzionale si apre un ampio dibattito sul lavoro in Italia. Questo è un elemento di soddisfazione per le Acli». Lo afferma Roberto Rossini, presidente nazionale delle Acli, dopo la decisione della Corte Costituzionale che ha giudicato inammissibile il quesito sull’articolo 18 e ammissibili i quesiti su voucher e responsabilità solidale sugli appalti.

L’11 gennaio, la Consulta si esprimerà decretandone l’ammissibilità o piuttosto respingendo la richiesta. Tre i quesiti sui quali i cittadini potrebbero esprimersi: ripristinare l’art. 18 e addirittura estenderlo alle aziende sopra i 5 dipendenti, eliminare i voucher per i lavori saltuari, ristabilire la responsabilità solidale tra società appaltatrice e appaltante. Le opinioni di Roberto Rossini (Acli), Francesco Becchetti (Università Tor Vergata di Roma), Fabiano Longoni (Ufficio nazionale per i problemi sociali e il lavoro della Cei), Carlo Costalli (Mcl)

«Per la Toscana è un onore. Desidero esprimerle i miei più sinceri auguri per il suo incarico e per le responsabilità che la attendono. Buon lavoro». Questo il messaggio che il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, ha inviato al professor Paolo Grossi, eletto oggi presidente della Corte Costituzionale, con 14 voti e una scheda bianca. Resterà in carica 2 anni.

Mentre era in pieno svolgimento l’assemblea ecclesiale sul nuovo umanesimo, il giorno dopo quello della visita di Papa Francesco a Firenze, la Corte Costituzionale ha depositato una sentenza terribile: i figli malati allo stadio embrionale concepiti in provetta possono liberamente essere selezionati e lasciati morire a differenza dei concepiti sani. La contraddizione con il nuovo umanesimo è stridente.