Diocesi di Firenze

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Basta trascorrere una giornata al Campeggio San Frediano, per comprendere come non ci sia alcuna distinzione tra gli ospiti delle strutture Caritas e i tanti operatori, volontari e ragazzi del servizio civile. Quello che balza subito agli occhi è come il mondo Caritas sia il mondo che dovrebbe essere. Visi sorridenti, semplicità, assenza di formalismi. Gioia.
«Quello della Caritas è uno stile educativo del camminare accanto l’uno all’altro che ripaga sempre come qualità delle Case e delle relazioni», afferma Marzio Mori, responsabile Area accoglienza Caritas.

Molte persone sono già in vacanza, al mare, in montagna, sui laghi. Ma c’è anche un’altra estate difficile e faticosa, quella degli anziani soli, dei senza dimora, degli ospiti delle Case d’accoglienza, dei Centri diurni, dei malati, di chiunque non ha un sostegno. Ed è proprio mentre i media ci bombardano con immagini di splendide località balneari e di divertimento, che chi vive in una situazione di disagio, si sente ancora più solo. Già perché ciò che è davvero insopportabile non è il caldo di un paio di mesi all’anno, a quello in qualche modo c’è rimedio, ma il senso di vuoto che abbraccia con i suoi momenti di sconforto chi è emarginato.

Sarà domenica 1° ottobre la prossima tappa diocesana del Cammino sinodale sull’esortazione apostolica di Papa Francesco «Evangelii Gaudium».
Una giornata che segnerà per la Chiesa fiorentina l’inizio del nuovo anno pastorale, e che vedrà anche la tradizionale consegna del Mandato del cardinale Betori agli animatori pastorali (catechisti, animatori della liturgia, animatori della carità...).

Sabato 15 luglio il cardinale Giuseppe Betori ha visitato la casa di Metato, a Vallombrosa, ed ha celebrato la Messa nella nuova cappella dedicata a Santa Maria Maddalena, insieme a don Riccardo Santi, don Ernesto Lettieri e don Alessandro Clemenzia. La chiesetta era stata distrutta dalla tempesta che nel marzo 2015 ha provocato danni ingenti nella riserva di Vallombrosa.

«La pace non è la conquista dei forti e dei potenti, ma il dono che viene fatto ai poveri e agli umili». Lo ha affermato ieri pomeriggio l’arcivescovo di Firenze, il cardinale Giuseppe Betori, nel corso della celebrazione eucaristica che ha presieduto nella Cattedrale di Santa Maria del Fiore in occasione del primo anniversario della morte del card. Silvano Piovanelli e in memoria di vescovi e arcivescovi di Firenze.

Il «vecchio priore» non ha potuto incontrare il Papa. Forse anche a lui avrebbe stretto le mani, non per essere benedetto, ma per benedire e ringraziare, come faceva da alcuni anni con chiunque lo avvicinasse, quando era più vigile. Da tempo allettato e in carrozzina, don Torquato Mugnaini, il penultimo priore di Barbiana, scomparso il 6 giugno nel Convitto ecclesiastico di Firenze, forse non sarebbe potuto salire lo stesso con gli altri confratelli sul Monte Giovi per lo storico incontro con Papa Francesco.