Economia

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Genova, con i suoi straordinari scorci sul mare, l’orgoglio di una storia prestigiosa e un temperamento operoso, ha abbracciato Papa Francesco. Prima tappa di questa lunga e densa giornata nel capoluogo ligure, lo stabilimento Ilva, per l’incontro con il mondo del lavoro. Un appuntamento a lungo preparato e molto sentito, soprattutto in questa fase di incertezza economica. Le attese e le paure di quanti si sono radunati in uno dei magazzini dell’immensa struttura sono state declinate in quattro domande, rivolte da un lavoratore, da una lavoratrice, un imprenditore e una sindacalista. Rispondendo a braccio, il Pontefice ha anzitutto espresso la gioia di vedere il porto da dove i suoi cari partirono alla volta dell'Argentina...

«Dove c’è un lavoratore lì c’è l’interesse della Chiesa». Nel suo primo appuntamento della visita a Genova, dentro lo stabilimento Ilva, Papa Francesco ha messo al centro della sua riflessione (discorso integrale) il lavoro, denunciando come spesso sia «ricatto sociale» anziché «riscatto» e mettendo in guardia gli imprenditori dalla ricerca esclusiva del profitto.

«Promuovere lo sviluppo umano integrale richiede dialogo e coinvolgimento con i bisogni e le aspirazioni della gente, richiede di ascoltare i poveri e la loro quotidiana esperienza di privazioni molteplici e sovrapposte, escogitando specifiche risposte a situazioni concrete». Lo ha affermato questa mattina Papa Francesco incontrando i partecipanti alla Conferenza internazionale promossa dalla Fondazione «Centesimus Annus – Pro Pontifice». 

Cambiare atteggiamento, stile di vita e mettere in campo un approccio all’attività economica, allo sviluppo e al commercio che sia basato sulla persona, centrato sulla sua dignità così da costruire finalmente un mondo più giusto, favorire l’inclusione sociale, la solidarietà e cosa più urgente creare nuovi posti di lavoro. Lo ha chiesto il Papa ricevendo in Vaticano i partecipanti all’incontro della Fondazione Centesimus Annus Pro Pontifice.

Nell’epoca della grande crisi la struttura sociale dell’Italia è divenuta molto più complessa, le tradizionali categorie o classi non sono più adeguate a rappresentare la sua articolazione. Per questo l’Istituto nazionale di statistica, nel suo 25° rapporto annuale presentato oggi a Roma, ha provato a suddividerla in nove gruppi sociali, con un approccio «multidimensionale».

«Una significativa promozione della cooperazione internazionale dell’autorità competente del Vaticano con le sue controparti straniere nel contrasto delle attività finanziarie illecite e un consolidamento del sistema di segnalazione di attività sospette e del quadro regolamentare». Sono questi gli esiti principali del rapporto dell’Autorità di informazione finanziaria (Aif) della Santa Sede e dello Stato della Città del Vaticano, presentato oggi presso la Sala Stampa della Santa Sede

Un tasso di disoccupazione ancora eccessivamente elevato, 8 milioni di persone a rischio di esclusione sociale e 4 milioni di italiani in condizione di povertà assoluta: sono questi i dati che la Conferenza episcopale italiana, nel recente messaggio per la festività del primo maggio, è tornata con forza a denunciare. «Nonostante la lieve inversione di tendenza registrata negli ultimi anni – scrivono i vescovi – il lavoro rimane un’emergenza nazionale».