Ecumenismo

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Il vero ecumenismo si basa sulla conversione comune a Gesù Cristo, come nostro Signore e Redentore, se ci avviciniamo a Lui, ci avviciniamo anche gli uni agli altri.
È la riflessione offerta da Papa Francesco incontrando i membri della delegazione ecumenica della Finlandia, venuti a Roma in pellegrinaggio in occasione della Festa di sant’Henrik. Il Pontefice ha ricordato la commemorazione congiunta della Riforma del 31 ottobre scorso a Lund, sottolineando che l’intento di Lutero era quello di rinnovare la Chiesa, non di dividerla.

«Il vero ecumenismo si basa sulla conversione comune a Gesù Cristo come nostro Signore e Redentore. Se ci avviciniamo insieme a Lui, ci avviciniamo anche gli uni agli altri. In questi giorni invochiamo più intensamente lo Spirito Santo perché susciti in noi questa conversione, che rende possibile la riconciliazione». Lo ha detto oggi Papa Francesco, ricevendo in udienza una Delegazione ecumenica della Chiesa luterana di Finlandia in occasione dell’annuale pellegrinaggio ecumenico a Roma, per celebrare la Festa di Sant’Enrico, patrono del Paese.

«L’amore di Cristo ci spinge verso la riconciliazione». Don Petre Tamas, responsabile della Commissione per l’ecumenismo della diocesi di Prato, prende a prestito le parole di San Paolo per indicare lo spirito con il quale si rinnova l’appuntamento con la veglia promossa in occasione della Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani.

«Le molteplici crisi che l’Europa e gli Stati vicini sono chiamati ad affrontare ci avvicinano ancor più». È quanto scrivono i presidenti del Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa, cardinale Angelo Bagnasco, e della Conferenza delle Chiese europee, il reverendo anglicano Christopher Hill, in un messaggio congiunto pubblicato in occasione della Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani.

Una riflessione in occasione della XXVIII Giornata per l’approfondimento e lo sviluppo del dialogo tra cattolici ed ebrei, fissata al 17 gennaio di ogni anno: come il portale di apertura della Settimana di preghiera per l’unità dei credenti in Cristo, come il primo, insostituibile movimento di una sinfonia, i cui legami meritano ancora di essere scoperti, approfonditi, valorizzati.

Dopo lo storico incontro di Cuba, quando sarà possibile una visita del Papa a Mosca o del Patriarca a Roma? «Non so dire quanto occorrerà aspettare. Però penso che una simile prospettiva non è più vista come problematica». Risponde così monsignor Paolo Pezzi, arcivescovo di Mosca e presidente della Conferenza episcopale delle Federazione russa.