Copti

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Mercoledì 3 maggio Papa Francesco, all’udienza generale, ha parlato del viaggio compiuto in Egitto. Per tutta l’umanità - ha osservato - l’Egitto è sinonimo di antica civiltà di tesori d’arte e di conoscenza; e questo ci rammenta che la pace si costruisce mediante l’educazione, la formazione della sapienza, di un umanesimo che comprende come parte integrante la dimensione religiosa, come ha ricordato il Grande Imam di Al-Azhar.

Continuiamo ad «avanzare insieme nel nostro cammino verso la stessa Mensa eucaristica, crescendo nell’amore e nella riconciliazione». È l’esortazione di papa Francesco contenuta nel Messaggio inviato a Sua Santità Tawadros II, papa di Alessandria e patriarca della Sede di San Marco, in occasione della Giornata di amicizia tra copti ortodossi e cattolici, che dal 2014 si celebra in Egitto il 10 maggio.

«Un grande dono a tutto l'Egitto»: così padre Toma Adly Zaky, rettore del seminario maggiore copto di al-Maadi, parla della visita di Papa Francesco al Cairo. Nei suoi discorsi Bergoglio «lascia una grande eredità ai cattolici dell’Egitto: proseguire sulla strada dell’unità, della cooperazione non solo con le Chiese ma anche con le Istituzioni». Ma sopratutto la via «dell’umiltà e del perdono» che sono le risposte più giuste al terrorismo che ha preso di mira la comunità cristiana locale.

Sul volo che lo ha riportato a Roma dal Cairo, Papa Francesco ha incontrato i 70 giornalisti che hanno viaggiato con lui e per più di mezz’ora ha risposto alle loro domande. Ha sottolineato la grande amicizia con gli ortodossi e quella speciale con Papa Tawadros II, la guida della Chiesa copto-ortodossa, incontrato in Egitto e il cammino per il riconoscimento dell’unico battesimo valido per entrambe le Chiese. Sull’Egitto ha detto ancora che la Santa Sede si è impegnata sul caso di Giulio Regeni e poi ha affrontato il problema delle migrazioni che spaventa l’Europa. 

Nel lussuoso complesso alberghiero di Al-Masah, il diamante, gestito dal ministero della Difesa egiziano, Papa Francesco ha chiamato l’Egitto a ritrovare il suo ruolo insostituibile nel Medio Oriente,, per fermare la violenza cieca e disumana. Violenza di guerre e di terrorismo, causata dal commercio di armi e dall’estremismo religioso, ma anche da gravi problemi sociali e dal desiderio del potere. Prendendo la parola dopo il presidente Al-Sisi, il Papa ha ricordato le famiglie, alcune delle quali presenti in sala, che piangono i figli vittime del terrorismo e i cristiani vittime di violenze che hanno dovuto lasciare il Sinai Settentrionale. 

L’abbraccio del successore di Pietro al successore di Marco, Papa Tawadros II, è stato l’evento che ha chiuso la prima intensa giornata di Papa Francesco al Cairo e l’emblema della vicinanza di tutti i cattolici alla Chiesa copto ortodossa. E’ la comunità cristiana più numerosa in medio oriente con i suoi 9 milioni di fedeli, ed è stata nuovamente colpita al cuore dagli attentati a Tanta e ad Alessandria nella Domenica delle Palme. 
Il Vescovo di Roma lo ha ricordato nel suo discorso nel Patriarcato incastonato nel Vecchio Cairo cristiano. Questo ecumenismo del sangue è un modo di vivere il nostro comune Battesimo, anche a costo del sacrificio.

“E’un viaggio di unità e di fratellanza”che ha un aspettativa speciale. Così Papa Francesco ha presentato i suoi due giorni in Egitto, 18esimo viaggio apostolico e secondo in terra d’Africa ai giornalisti che lo accompagnavano, prima di scendere la scaletta dell’aereo atterrato all’aeroporto del Cairo. La megalopoli più popolosa del Medio Oriente era blindata per motivi di sicurezza, dopo i recenti attentati terroristici, e le strade che hanno portato il corteo papale ai primi incontri istituzionali praticamente deserte. Francesco ha incontrato il presidente della repubblica Al-Sisi nel palazzo di Heliopolis e poi il Grande Imam dell’Università di Al-Azhar, lo sceicco Al-Tayeb nel suo studio.

Al termine della visita che Papa Francesco ha fatto a papa Tawadros II, nel Patriarcato Copto-Ortodosso del Cairo e prima della preghiera comune al muro dei martiri copti, è stata firmata una dichiarazione (testo integrale) che prende atto del cammino comune compiuto in questi anni, a partire dal documento firmato da Paolo VI e Shenouda III, nel 1973.

«Grande era l’attesa di ritrovarci». Sono queste le prime parole cariche di affetto che papa Francesco ha rivolto questo pomeriggio al Cairo a Sua Santità papa Tawadros II, patriarca della Chiesa copta-ortodossa, scambiando con lui «il bacio santo e l’abbraccio di pace» (testo integrale).

«La Vostra visita di oggi è un nuovo passo sulla via dell’amore e della fraternità tra i popoli. Voi siete uno dei simboli della pace in un mondo tormentato dai conflitti e dalle guerre. Un mondo che anela e desidera ardentemente sforzi sinceri per diffondere la pace e l’amore, e per contrastare la violenza e l’estremismo». Sono le parole di saluto che papa Tawadros II, patriarca della Chiesa copta ortodossa ha rivolto a papa Francesco accogliendolo nella sede del Patriarcato al Cairo.