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Il Tribunale per i minorenni di Firenze ha accolto la richiesta di riconoscimento dell’adozione di due bambini, tra loro fratelli, pronunciata da parte di una Corte britannica a favore di una coppia di uomini. Generazione famiglia, «si rispetti la legge italiana e non quella di altri ordinamenti».

Quasi un’ora di conversazione, spaziando su vari temi di interesse internazionale, ripartiti in 11 domande. Ancora una volta, Papa Francesco, nonostante la stanchezza del viaggio, non si è sottratto ai giornalisti e sul volo di rientro dall’Azerbaijan ha tenuto la conferenza stampa. Anzitutto ha espresso gratitudine per questo pellegrinaggio, che gli ha permesso di conoscere la Georgia, un Paese di grande storia e cultura, “cristiana nel midollo”, il cui Patriarca è un vero “uomo di Dio”; e l’Azerbaijan, dove c’è una “grande libertà religiosa”. Partendo dagli auspici di pace stabile nel Caucaso, il Pontefice ha poi ribadito che l’unica via contro la guerra sono il dialogo e negoziati sinceri.

Come al solito Papa Francesco non si è sottratto alle domande dei giornalisti sul volo che lo riportava a Roma dall'Azerbaijan. Tanti i temi trattati (testo integrale), dalla recente visita nei due paesi ai suoi prossimi viaggi, dalle questioni del gender e dell'omosessualità, ai rapporti con la Cina, dai nuovi cardinali alle elezioni Usa.

Una lettera sulle polemiche attorno alla presenza del Gonfalone di Firenze in piazza San Pietro, sabato 18 giugno e di quella del sindaco Dario Nardella (seppure a titolo personale) al Gay Pride nella città toscana.

Sul Gay pride, a Firenze o dovunque vogliate, è bene esser molto chiari. Intendiamoci, io parlo per me: come cattolico e come cittadino. Come cattolico, mi sembra che le posizioni della Chiesa siano attualmente molto limpide.

«La Cassazione ha respinto il ricorso della Procura di Roma contro la stepchild-adoption per coppie di persone dello stesso sesso, aprendo quindi all’adozione per le coppie gay e offrendo i presupposti giuridici per la programmazione di bambini orfani di madre o di padre concepiti tramite la barbara pratica dell’utero in affitto». Afferma in un comunicato Massimo Gandolfini, presidente del comitato Difendiamo i nostri figli (Cdnf).