Geotermia

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Le energie rinnovabili non sono, sempre e comunque, pulite. In parte, la loro ecocompatibilità dipende da come e da dove esse si producono. E la tecnologia va adattata al contesto ambientale e sociale. La Toscana ha un primato nazionale di produzione di rinnovabili da impianti geotermici. La linea seguita dalla Regione e la posizione di alcuni comitati contrarie agli impianti sull'Amiata.

Nell’ambito del 14° Forum internazionale di giornalismo ambientale, organizzato da Greenaccord dal 2 al 5 novembre tra Firenze e Larderello, questa mattina Enel Green Power ha inaugurato la nuova ala del Museo della Geotermia a Larderello, in piazza Leopolda 1, nel territorio comunale di Pomarance.

Non si arresta la corsa green della geotermia toscana di Enel Green Power, che continua a far segnare primati positivi per le rinnovabili e l’economia della regione. Il 2016 della geotermia, infatti, si è aperto con un nuovo record assoluto relativo alla produzione da fonte geotermica nell’anno solare 2015: le 34 centrali geotermiche in esercizio nel 2015 hanno fatto registrare una produzione di 5.820 GWh, dato che supera il primato dell’anno precedente quando la produzione era stata di 5.548 GWh.

Da secoli è chiamata la «Valle del Diavolo» e non a caso sembra aver ispirato Dante Alighieri nella descrizione di alcuni passi dell’Inferno nella Divina Commedia. Eppure, se rivisitata alla luce dell’Enciclica ecologica Laudato si’ di Papa Francesco, questo angolo di Toscana, comprendente i Comuni di Pomarance (Pisa), Castelnuovo Val di Cecina (Pisa) e Monterotondo Marittimo (Grosseto), tra fumarole, lagoni, getti di vapore e sorgenti d’acqua calda, può in realtà essere definita quasi paradossalmente un «angolo di paradiso».