Gioco d'azzardo

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Oltre 3 milioni alle aziende sanitarie toscane per attivare azioni di prevenzione, cura e riabilitazione per le persone con disturbo da gioco d'azzardo. Fanno parte del finanziamento indistinto dei Livelli Essenziali di Assistenza assegnato alla Regione Toscana, che con una delibera approvata nel corso dell'ultima seduta di giunta li ripartisce tra le aziende sanitarie, in base alla popolazione residente.

«Il tema dell’usura quale piaga economico-sociale che uccide milioni di imprenditori e famiglie non è entrata nelle agende politiche dei candidati dei vari schieramenti politici». Lo denunciano la Consulta nazionale antiusura e il Cartello «Insieme contro l’azzardo», nella lettera indirizzata ai candidati al Parlamento. 

Sono già diverse decine i candidati alle prossime elezioni politiche che hanno sottoscritto l’appello lanciato ieri per regolamentare il gioco d'azzardo e limitare questo «flagello». Ma don Zappolini, coordinatore della campagna «Mettiamoci in gioco», non si fa illusioni: adesso i candidati  firmano, poi bisognerà vedere se mantengono le promesse.

Un appello alle forze politiche in lizza per le prossime elezioni affinché «assumano un impegno pubblico, da onorare nella prossima legislatura, approvando una legge nazionale che regolamenti il consumo di gioco d’azzardo nel nostro Paese». È quello rivolto con la campagna «Mettiamoci in gioco», a cui aderiscono una quarantina di associazioni.

«Mettiamoci in gioco», la campagna nazionale contro i rischi del gioco d’azzardo chiede ai candidati alle elezioni politiche 2018 di assumere un impegno pubblico, da onorare nella prossima legislatura, che ha una priorità fondamentale: «Approvare una legge nazionale che regolamenti il consumo di gioco d’azzardo nel nostro Paese». Il gioco d’azzardo è diventato in pochi anni uno dei settori più rilevanti dell’economia italiana. 

Nuova stretta sulle sale da gioco in Toscana. Il Consiglio regionale, come riportato oggi dal quotidiano La Repubblica, si avvia ad introdurre nuove limitazioni e nuovi ostacoli per le sale che consentono vincite in denaro: niente centri scommesse e niente slot entro i 500 metri anche da bancomat e «Compro oro».

«Piccoli passi positivi sono stati fatti da quando cinque anni fa è nata la campagna 'Mettiamoci in gioco', ma non basta». La denuncia è del presidente del Coordinamento nazionale comunità di accoglienza, per il quale la priorità dello Stato non può essere «tirare più soldi possibile», ma «salvaguardare la salute della gente». Per le prossime elezioni si chiederà ai candidati di prendere degli impegni per il contrasto all'azzardo.