Gioco d'azzardo

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La Toscana ha varato un piano per combattere una patologia che sta creando seri danni a tante persone e allo stesso tessuto sociale. Mentre gli enti locali sono attenti innanzitutto alla esigenze della gente, a partire da chi soffre, a Roma sono attenti soprattutto al denaro e al bilancio; e la lobby dell’azzardo di massa, che con i suoi 96 miliardi di raccolto nel 2016 è il terzo comparto industriale italiano, distribuisce generosamente sponsorizzazioni e pubblicità, di cui tutti sono affamati.

Prendendo spunto dall'invito del vescovo Fausto Tardelli a occuparsi delle nuove povertà, anche quelle determinate dal Gap, il gruppo «Stili di vita», con il Ceis di Pistoia, l’Aiart di Pistoia, l’Associazione Libera, la campagna «Mettiamoci in gioco», ha promosso un corso di aggiornamento per insegnanti di religione, «Giocarsi la vita, vivere la vita».

Un viaggio tra Firenze, Prato e Pistoia nelle sale dove le persone passano ore davanti alle macchinette mangia-soldi. «Ci passo tante volte, davanti al “Belgioco”, e mai mi era venutala tentazione di entrarci. Adesso non posso più dirlo: è la prima delle sale che ho deciso di vedere per questo piccolo reportage sul rincoglionimento da gioco d’azzardo...»...

Mons. Alberto D'Urso, presidente della Consulta nazionale antiusura, è soddisfatto del mancato accordo in sede di Conferenza unificata sulla regolamentazione del gioco d'azzardo, «dagli effetti devastanti per la tutela della salute, dell'ordine pubblico del nostro Paese». Le macchinette mangiasoldi rubano la dignità e la speranza, spiega, ricordando il piano di azione no-slot, portato avanti con il Cartello «Insieme contro l'azzardo»