Giustizia

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«Una sentenza che va rispettata ma che ci lascia perplessi, attendiamo di leggere le motivazioni». Così l’associazione «Libera» commenta in una nota il verdetto emesso al processo di Mafia capitale dai giudici della X Sezione penale del Tribunale di Roma, i quali non hanno riconosciuto l’esistenza dell’associazione mafiosa: su 46 imputati ne hanno assolto cinque, hanno condannato Massimo Carminati a 20 anni di reclusione, mentre il ras delle coop Salvatore Buzzi dovrà trascorrere i prossimi 19 anni in carcere.

Il presidente del Prato calcio, Paolo Toccafondi è stato interdetto dall'esercizio dell'attività di amministrazione della società. Ai domiciliari sono finiti il presidente della Sestese, Filippo Giusti e il procuratore sportivo Filippo Pacini. Mentre, una signora ivoriana è stata portata in carcere. Questo l'esito di un'inchiesta della procura di Prato su un traffico di calciatori africani minorenni.

«Dopo anni di rinvii l’Italia si è finalmente dotata di una legge che introduce il reato di tortura nel nostro codice penale, cosa che dobbiamo salutare positivamente; peccato si debba ancora una volta parlare di occasione mancata, visti i punti deboli della legge così come più volte abbiamo evidenziato». Così Massimo Corti, presidente di Acat Italia (Azione dei cristiani per l’abolizione della tortura), all’indomani dell’approvazione della legge sul reato di tortura da parte della Camera dei deputati.

Secondo il dossier di «Ristretti Orizzonti» fino al 21 giugno 2017 si sono ammazzati 23 detenuti; nel 2016 sono stati 45. Per l'ispettore generale, tra i fattori scatenanti non solo la fragilità individuale, ma anche le condizioni di vita di alcuni penitenziari. Pure i media hanno le loro responsabilità, quando si accaniscono su certi delitti.

Nel campo del processo penale, in particolare, c’è chi fa risalire addirittura al 1999 il precedente intervento normativo non settoriale. Questo per dare la misura della portata della legge, che come tutti i provvedimenti complessi e con uno spettro così ampio è stata oggetto di valutazioni differenziate, anche radicalmente, non solo a livello politico ma anche da parte dei commentatori.