Immigrati

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È iniziato con «uno speciale benvenuto» alla prima ambasciatrice della Mauritania presso la Santa Sede, M’Haiham, il discorso del Papa ai nuovi ambasciatori di Mauritania, Nepal, Trinidad e Tobago, Sudan, Kazakhstan e Niger, ricevuti oggi in udienza nella Sala Clementina in occasione della presentazione delle Lettere credenziali. 

Nuovi morti, già 250, tappezzano i fondali del Mare Nostro. Ma c’è un morto, subito dimenticato, che si aggiunge a questa lista di «martiri delle migrazioni», che ancora di più provoca la nostra coscienza: il giovane richiedente asilo maliano suicida sul traliccio del ponte della stazione di Milano…

A viso aperto e senza giri di parole, Papa Francesco ha risposto a braccio alle domande dei ragazzi che hanno animato l’incontro “Beati gli artigiani di pace” al quale hanno preso parte circa settemila studenti provenienti da ogni parte di Italia. Il Pontefice, in Aula Paolo VI, ha denunciato la crescita di una cultura della distruzione, la presenza della crudeltà anche in tv dove si è mostrata pure la morte violenta dei bambini. Ha poi confessato ai giovani delle “Scuole di pace” di essersi vergognato quando, riferendosi al potente ordigno lanciato sull'Afghanistan, l’hanno chiamata “la madre di tutte le bombe”. 

L’Unione europea riscuote apprezzamento e stima da chi vive oltre i suoi confini; non altrettanto da chi la abita. Per questo è utile fermarsi a guardarne i successi: questo l’abbrivio della «chiacchierata», come da lui stesso definita, che il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker ha tenuto nel gremito Salone dei Cinquecento a Firenze, nel contesto dello Stato dell’Unione.

Da quando è arrivato alla Casa Bianca il nuovo presidente degli Stati Uniti ha occupato la scena politica mondiale. Cresce il sostegno dei suoi fan mentre si moltiplicano gli avversari. Il muro con il Messico, l'azione in Siria e il braccio di ferro con la Nord Corea ne segnano l'azione esterna, mentre all'interno deve ancora assumere decisioni coerenti con la campagna elettorale. Le voci di tre commentatori americani.