Imprese

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Le forti parole pronunciata da Papa Francesco nell'incontro con il mondo del lavoro, all'interno dello stabilimento Ilva di Genova, hanno suscitato impressione e interesse anche tra i nostri lettori. Da qui una domanda al teologo su quanto queste parole rientrino nel consueto insegnamento della Chiesa. Risponde don Leonardo Salutati, docente di Teologia morale sociale presso la Facoltà teologica dell'Italia centrale.

Genova, con i suoi straordinari scorci sul mare, l’orgoglio di una storia prestigiosa e un temperamento operoso, ha abbracciato Papa Francesco. Prima tappa di questa lunga e densa giornata nel capoluogo ligure, lo stabilimento Ilva, per l’incontro con il mondo del lavoro. Un appuntamento a lungo preparato e molto sentito, soprattutto in questa fase di incertezza economica. Le attese e le paure di quanti si sono radunati in uno dei magazzini dell’immensa struttura sono state declinate in quattro domande, rivolte da un lavoratore, da una lavoratrice, un imprenditore e una sindacalista. Rispondendo a braccio, il Pontefice ha anzitutto espresso la gioia di vedere il porto da dove i suoi cari partirono alla volta dell'Argentina...

«Dove c’è un lavoratore lì c’è l’interesse della Chiesa». Nel suo primo appuntamento della visita a Genova, dentro lo stabilimento Ilva, Papa Francesco ha messo al centro della sua riflessione (discorso integrale) il lavoro, denunciando come spesso sia «ricatto sociale» anziché «riscatto» e mettendo in guardia gli imprenditori dalla ricerca esclusiva del profitto.