Isis

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Una forte condanna «della violenza cieca, offesa gravissima al Creatore» e «profondo dispiacere per le vittime che hanno perso la vita in una azione così disumana» viene espressa oggi da Papa Francesco nel telegramma di cordoglio per le vittime dell’attentato terroristico avvenuto ieri a Barcellona, in Spagna, inviato dal cardinale Segretario di Stato, Pietro Parolin al card. Juan José Omella y Omella, arcivescovo di Barcellona.

Sono pronti a tutto, ad uccidere in nome della loro ideologia e a dare la propria vita: la maggior parte dei terroristi muore in seguito all’attacco o perché suicida o perché ucciso dalle forze dell’ordine. Ma come si districa il percorso di un giovane verso la radicalizzazione è impossibile da stabilire. L’Ispi ha analizzato il fenomeno del terrorismo e della radicalizzazione in un Rapporto edito in questi giorni.

Ieri pomeriggio, appena si è diffusa la notizia dell’attentato a Barcellona, dove verso le 17 un furgone è piombato su cittadini e turisti che affollavano le Ramblas, causando 14 morti, tra cui due italiani, e un centinaio di feriti, tra cui 15 gravi, la Sala Stampa vaticana ha fatto sapere che Papa Francesco seguiva con «grande preoccupazione» gli avvenimenti. Si teme per un italiano. Vicinanza e preghiera per le vittime anche da parte dei vescovi spagnoli.