Isis

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Una trentina di giovani, appartenenti a un’organizzazione di volontariato civile, in gran parte musulmani – comprese alcune ragazze vestite col velo integrale – hanno pulito a fondo e rimesso in ordine la chiesa caldea dedicata alla Vergine Maria, collocata a Drakziliya, zona di Mosul sulla riva sinistra del fiume Tigri, nella parte della città sottratta alle milizie jihadiste dell’autoproclamato Stato Islamico (Daesh) e tornata sotto il controllo dell’esercito iracheno.

L’allerta è appena un gradino sotto il massimo, in una scala che articola in tre scatti il livello più elevato, denominato Alfa. Siamo in Alfa 2, laddove Alfa 3 indica un attacco terroristico in corso. È dalla strage del Bataclan a Parigi che l’allerta è di questa portata e purtroppo quel che è avvenuto dopo quel tragico 13 novembre 2015 non ha consentito di alleggerire l’allarme. Ecco alcune misure adottate in Italia

«Condannare questi fatti nel modo più assoluto e rigoroso. Senza mezzi termini». È il secco commento, rilasciato al Sir, dal presidente dei vescovi cattolici della Turchia, monsignor Boghos Levon Zekiyan, in merito alla strage di Capodanno, a Istanbul, nella quale sono rimaste uccise 39 persone, la maggior parte stranieri, con decine di feriti. 

«Fabrizia all’improvviso e in modo tragico ci ha lasciati, pronta come un angelo con le ali aperte per spiccare il volo verso la casa di Dio. Il suo sorriso rimarrà sempre con noi. Lei che amava la vita con grandi ideali e forti valori». Lo ha affermato questa mattina il vescovo di Sulmona-Valva, monsignor Angelo Spina, durante i funerali di Fabrizia Di Lorenzo, la giovane trentunenne morta nell’attentato terroristico di una settimana fa a Berlino. 

Sul fronte della sicurezza «abbiamo registrato una convergenza parlamentare larga. Sicurezza e coesione infatti devono andare di pari passo. Un Paese troppo lacerato rischia di essere un paese meno sicuro». Lo ha dichiarato questa mattina il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, commentando l’uccisione a Sesto San Giovanni dell’autore della strage al mercatino di Natale di Berlino, il tunisino Anis Amri.

Dolore e sconcerto nel mondo per l'attentato di ieri sera nel centro di Berlino dove un tir polacco, probabilmente dirottato da un terrorista, si è lanciato sulla folla in un mercatino di Natale allestito vicino alla chiesa del Ricordo. Al momento i morti sono 12 e diversi i feriti. A mezzogiorno preghiera per le vittime in cattedrale con l'arcivescovo Kock. La dichiarazione del presidente della Conferenza episcopale tedesca.

Almeno 25 morti, tra cui sei bambini, e 35 feriti: è questo il bilancio dell'esplosione avvenuta ieri, 11 dicembre, al Cairo, nella cattedrale copta ortodossa di San Marco, nel quartiere Al Abasiya, sede del capo spirituale, papa Tawadros II, 118° patriarca di Alessandria. L’attentato appare ancor più significativo alla luce del fatto che il luogo di culto colpito è la più antica chiesa d’Africa e che i copti sono circa il 10% della popolazione egiziana, quasi dieci milioni, la più importante comunità cristiana in Medio Oriente. La solidarietà del Papa e di Ahmed al-Tayeb, imam dell'università di al-Azhar.

L'«iper-estremismo islamico» è «un fattore chiave nel massiccio incremento del numero di rifugiati nel mondo». È uno dei dati salienti del Rapporto sulla libertà religiosa nel mondo, presentato oggi a Roma, presso la Sala Stampa Estera, da Aiuto alla Chiesa che soffre (Acs).