Libertà religiosa

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Il cardinale Giuseppe Betori spiega le motivazioni che hanno portato all’accordo con il Comune di Sesto, l’Università di Firenze e la Comunità islamica per la costruzione di una moschea. Alla diocesi la disponibilità di costruire ambienti per il culto e la pastorale in area universitaria.

A guidare la lista dei 50 Paesi dove i cristiani sono più perseguitati, sono la Corea del Nord e l'Afghanistan. Nelle «top ten» ci sono però anche Somalia, Sudan, Pakistan, Eritrea, Libia, Iraq, Yemen e Iran. È in Pakistan che la persecuzione ha i connotati più violenti in assoluto.

Ha parlato per un'ora Papa Francesco nel suo discorso (testo integrale) di auguri al Corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede. Un discorso incentrato sui diritti umani, a 70 anni dalla Dichiarazione sui diritti dell'uomo, e che ha spaziato dalla crisi coreana, alla questione mediorientale, dalla libertà religiosa non rispettata al lavoro minorile, dai tanti conflitti in corso alla questione ambientale.

«Nel diversificato mondo culturale dell’Asia, la Chiesa deve affrontare molti rischi ed il suo compito è reso ancor più difficile dal fatto di essere minoranza». Lo ricorda Papa Francesco, nel videomessaggio con l’intenzione di preghiera per il mese di gennaio, nel quale chiede di non dimenticare quanti lottano per vivere la propria fede in libertà.

«I cristiani restano il gruppo religioso più perseguitato al mondo». Lo ha detto monsignor Paul Richard Gallagher, segretario della Santa Sede per le relazioni con gli Stati, durante un incontro a margine della 72ma assemblea generale delle Nazioni Unite. Nel solo 2016 la Santa Sede ha fornito aiuti umanitari alla Siria per 200 milioni di dollari.

«Ogni comunità religiosa ha bisogno di un luogo adatto, ha bisogno di una chiesa, ha bisogno di un tempio, per poter professare la propria fede». Lo ha detto il segretario di Stato vaticano, card. Pietro Parolin rispondendo nel corso di un’intervista rilasciata a Mosca al Servizio di informazione dell’arcidiocesi di Mosca e al portale Gaudete, a una domanda sulla questione della restituzione degli edifici storici appartenenti alla Chiesa cattolica russa.

«Nel variegato contesto degli ultimi anni, l’azione diplomatica della Santa Sede si è specialmente impegnata nella difesa della libertà religiosa sia nell’ambito bilaterale sia in quello degli organismi internazionali, con particolare attenzione alla complessa realtà della Terra Santa e di tutto il  Medio Oriente». A farlo notare è stato mons. Paul Gallagher, segretario vaticano per i Rapporti con gli Stati, nella prolusione di apertura del convegno sulla libertà religiosa in corso all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.

«Una sentenza di mercato, non una sentenza di valore. E se l’Europa decide di seguire il mercato, rischia che il rispetto per la libertà dell’essere umano prima o poi verrà cancellato». Così Izzeddin Elzir, imam di Firenze e presidente dell’Unione delle comunità islamiche in Italia (Ucoii), definisce la sentenza emessa oggi dalla Corte di giustizia dell’Unione europea secondo la quale non costituisce una discriminazione diretta la norma interna di un’impresa che vieta di indossare in modo visibile qualsiasi segno politico, filosofico o religioso.

Sarà il campus di Ravenna dell’Università di Bologna ad ospitare il percorso formativo, destinato a 30 guide spirituali provenienti da paesi extracomunitari e segnalate da comunità religiose «note» al Ministero anche se, finora, «prive» di un’intesa con lo Stato. Tra i docenti del corso, voluto dal Ministero degli interni, Pierluigi Consorti, che insegna all’Università di Pisa. Lo abbiamo intervistato