Mafia

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Le mafie investono in modo sempre più massiccio e capillare nel settore dell’azzardo, che permette di riciclare enormi quantità di denaro sporco, fare affari e rinforzare la propria presenza sui territori. È questo il dato più rilevante del dossier «Gioco sporco, sporco gioco. L’azzardo secondo le mafie», promosso dal Coordinamento nazionale comunità di accoglienza (Cnca) e presentato oggi a Roma.

«Dal pesce alla frutta, dai ristoranti ai caffè il volume d’affari delle agromafie è salito a 21,8 miliardi di euro con un balzo del 30% nel 2017 con attività che riguardano l’intera filiera del cibo, della sua produzione, trasporto, distribuzione e vendita». Lo afferma la Coldiretti, in riferimento all’operazione che ha portato agli arresti di presunti appartenenti al clan Rinzivillo.

“Lottare contro le mafie significa non solo reprimere”, ma anche “bonificare, trasformare, costruire”. Lo ha sottolineato Papa Francesco, incontrando in Vaticano i membri della Commissione Parlamentare Antimafia. Dinanzi ai segni della “crisi morale” che “oggi attraversa persone e istituzioni”, il Pontefice ha indicato due livelli per contrastare le mafie, che “rubano il bene comune, togliendo speranza e dignità alle persone”. Anzitutto quello politico, “attraverso una maggiore giustizia sociale”; e quello economico, “attraverso la correzione o la cancellazione di quei meccanismi che generano dovunque disuguaglianza e povertà”.

«Una sentenza che va rispettata ma che ci lascia perplessi, attendiamo di leggere le motivazioni». Così l’associazione «Libera» commenta in una nota il verdetto emesso al processo di Mafia capitale dai giudici della X Sezione penale del Tribunale di Roma, i quali non hanno riconosciuto l’esistenza dell’associazione mafiosa: su 46 imputati ne hanno assolto cinque, hanno condannato Massimo Carminati a 20 anni di reclusione, mentre il ras delle coop Salvatore Buzzi dovrà trascorrere i prossimi 19 anni in carcere.