Mafia

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Tutti uniti in corteo per dire no alle mafie. Erano attese tremila persone ma alla fine a Prato ne sono arrivate almeno quattromila per partecipare martedì 21 marzo alla XXII Giornata regionale della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, organizzata dall’associazione Libera e da Avviso Pubblico.

«Credo che siamo qui perché amiamo la vita, e abbiamo un debito con chi è stato assassinato, con le loro famiglie. Ma non basta più ricordare, bisogna farli vivere nel nostro impegno, essi ci parlano e ci chiedono di essere noi più vivi. Ci hanno lasciato in eredità la speranza di una società più giusta e più umana». Lo ha detto a Locri don Luigi Ciotti, nell’intervento che ha concluso la manifestazione di Libera per la memoria e l’impegno delle vittime delle mafie.

Si è tenuta ieri alla stadio di Locri una cerimonia, promossa da Libera, per ricordare tutte le vittime delle mafie. Presente anche il capo dello Stato, Sergio Mattarella. Le ferme parole di condanna delle mafie da parte del vescovo di Locri. Nella città calabrese si tiene domani la Giornata della memoria e dell’impegno contro le mafie.

«Il padrino cristiano è un testimone della fede», rimarca il vescovo di Monreale dopo la vicenda del figlio del boss tornato a Corleone per fare da padrino al battesimo della nipote. Oltretutto, un mafioso è fuori dalla Chiesa se non si converte, e tale conversione «non può essere solo intimistica, dev'essere pubblica, implicando un cambiamento di vita».

Conosco il rischio della vita per voi e per i vostri familiari e vi sono vicino, come chiedo a Dio di darvi la forza di continuare a lottare e di toccare il cuore degli uomini e delle donne delle diverse mafie, perché si convertano e cambino vita. Così Papa Francesco si è rivolto ai membri della Direzione Antimafia e Antiterrorismo italiana ricevuti in udienza in Vaticano.

«La società fa grande affidamento sulla vostra professionalità ed esperienza di magistrati inquirenti impegnati a combattere e sradicare il crimine organizzato». Lo ha detto il Papa, ricevendo oggi in udienza i membri della Dia (Direzione investigativa antimafia e antiterrorismo), esortati a «dedicare ogni sforzo specialmente nel contrasto della tratta di persone e del contrabbando dei migranti: questi sono reati gravissimi che colpiscono i più deboli fra i deboli!».

«Là dove la piovra della criminalità organizzata attecchisce e miete ancora vittime, la Chiesa non si limita a far eco, ma dichiara di possedere l’antidoto al veleno mafioso, convinta che contro ogni mafia non basti denunciare, prevenire, punire, ma occorra annunciare da capo il Vangelo della misericordia, della pace e della conversione, in uno sforzo corale di nuova evangelizzazione». Lo scrive monsignor Vincenzo Bertolone, presidente della Conferenza episcopale calabra e arcivescovo metropolita di Catanzaro–Squillace, nella presentazione del volume «La ‘ndrangheta è l’antievangelo» (Tau Editrice), uscito in questi giorni.

«In questa piazza siete una grande speranza per il nostro futuro. Quello della Toscana e dell'Italia. Andate avanti così». E' il saluto che il presidente Enrico Rossi ha rivolto stamani ai ragazzi raccolti in piazza Santissima Annunziata per la manifestazione «Ponti di memoria, luoghi di impegno», a conclusione della marcia per la legalità di Libera contro le mafie.