Maltempo

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«In questi giorni di bomba d’acqua insistente e devastante, per le nostre terre, forse si sono limitati i danni rispetto al ’94, non ci sono state vittime, la paura è stata tanta ma ci si è trovati anche più attrezzati, più tempestivi, più pronti a reagire e a premunirsi». Lo afferma, l’indomani dell’alluvione che ha colpito pesantemente il sud del Piemonte, don Corrado Avagnina, direttore de «L’Unione Monregalese», il settimanale della diocesi di Mondovì che attraverso il sito www.unionemonregalese.it continua a seguire l’evolversi della situazione. 

«A seguito dell’uragano «Matthew» che, nel corso degli ultimi giorni, ha colpito con straordinaria veemenza la regione dei Caraibi, e in particolare il territorio di Haiti, causando – secondo i dati al momento accertati, ma non ancora definitivi – 1.000 vittime, Papa Francesco, tramite il Pontificio Consiglio ‘Cor Unum’, ha stabilito di inviare un primo contributo di 100.000 dollari per il soccorso alle popolazioni in questa fase di emergenza».

«Mentre continua a salire il numero delle vittime, sono oltre 15mila gli sfollati e 350mila le persone che hanno bisogno di aiuti immediati. Sono questi gli effetti ad Haiti dell’uragano Matthew che si è scatenato con venti di 220 km/h. Le coste dei dipartimenti del Sud, della Grand’Anse, di Nippes, del Sud-est, dell’Ovest, dell’Artibonite e del Nord-Ovest sono state le più colpite. 

«Apprendendo la devastazione apportata dal passaggio dell’uragano Matthew, che ha provocato numerose vittime e causato danni considerevoli», il Papa esprime la sua «tristezza» e si associa «alla preghiera e alla sofferenza di tutti coloro che hanno perduto un proprio caro». È quanto si legge nel telegramma di cordoglio di Francesco per le numerose vittime dell’uragano Matthew che ha colpito Haiti, inviato a firma del cardinale segretario di Stato, Pietro Parolin, a monsignor Chibly Langlois, presidente della Conferenza episcopale di Haiti.