Maltempo

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Il card. Angelo Bagnasco ha aperto il Consiglio permanente, con il pensiero rivolto alla drammatica situazione del Centro Italia. Toccati nella prolusione (testo integrale) i temi di più stretta attualità: preoccupazione per la crescita della povertà assoluta in Italia e richiesta di un Piano nazionale volto ad arginarla (anche tramite il Reddito d’Inclusione), maggiore attenzione alla famiglia, legge sul fine vita, immigrazione ed accoglienza; e sul piano ecclesiale un focus sulla formazione permanente dei sacerdoti.

Ci sono anche due squadre della Protezione civile della Misericordia di Prato tra gli operatori in servizio per far fronte all’emergenza neve in Abruzzo. Da sabato 21 gennaio quattro uomini a bordo di due mezzi si trovano a Penne, la città in provincia di Pescara duramente colpita dall’eccezionale ondata di maltempo che ha portato neve e gelo anche a bassa quota.

Dopo la preghiera dell'Angelus Papa Francesco ha rivolto un pensiero alle popolazioni del centro Italia: 

«Nei giorni scorsi, il terremoto e le forti nevicate hanno messo nuovamente a dura prova tanti nostri fratelli e sorelle dell’Italia centrale, specialmente in Abruzzo, Marche e Lazio. Sono vicino con la preghiera e con l’affetto alle famiglie che hanno avuto vittime tra i loro cari. Incoraggio quanti sono impegnati con grande generosità nelle opere di soccorso e di assistenza; come pure le Chiese locali, che si prodigano per alleviare le sofferenze e le difficoltà. Grazie tante per questa vicinanza, per il vostro lavoro e l’aiuto concreto che portate. Grazie! ...».

«È salito a 400 milioni il conto dei danni causati nelle campagne italiane dall’ondata di maltempo che ha portato neve, gelo e vento, con l’ultimo allarme che viene dalla Sardegna dove potrebbero essere centinaia gli animali morti, soprattutto mucche, intrappolate nella neve, mentre il bilancio è drammatico nelle zone delle terremoto dove sono addirittura iniziate le evacuazioni degli animali sopravvissuti dalle stalle crollate per le nuove scosse ed il peso della neve».

Quando le speranze dei soccorritori di trovare superstiti si stavano affievolendo, a 43 ore di distanza dalla slavina che ha travolto il resort Rigopiano, a Farindola (Pescara), cinque persone sono state tratte in salvo. Sono tutti in buone condizioni, tenuto conto del tempo trascorso in quelle condizioni, come ha riferito Marco Bini della Guardia di Finanza. A fine giornata, il capo della Protezione Civile, Fabrizio Curcio, ha dichiarato al Tg1: «Cinque persone estratte, una donna e 4 bambini, 5 le altre persone da estrarre».

110 quintali di sale per liberare le strade e 50 di legna per scaldare la gente. Ha un segno diverso di solidarietà, fra i tanti che sono in corso, questo che origina dall’Appennino Pistoiese in favore di un Appennino distante qualche centinaio di chilometri: il segno – sintetizza Federico Pagliai, scrittore montano e ideatore dell’iniziativa - «delle tante persone di montagna che questa tragedia degli Appennini se la sentono dentro e vicina: una montagna viva, un po’ appisolata, ma se toccata con gli stimoli giusti diventa l’ombelico della solidarietà».