Minori

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I francescani sono rimasti ad Aleppo durante i cinque lunghi anni di guerra, senza luce, senza acqua, con il cibo razionato, con  i missili, le bombe, le stragi quotidiane. Non hanno lasciato i cristiani soli, non hanno voluto lasciare i conventi e oggi aiutano la città a rinascere. La Toscana, con la Fondazione «Giovanni Paolo II» e «Il Cuore si scoglie», si sta mobilitando con progetti concreti a sostegno dei più piccoli.  

Agli oltre 300 membri della multinazionale europea Sixt ricevuti in udienza in Vaticano, il Papa ha raccomandato di proseguire l’impegno sociale e umano in favore dei bambini che si trovano in varie situazioni di disagio, certi che questa sia anche la priorità del Successore di Pietro. Voi – ha detto il Pontefice – attraverso la fondazione “Dryng Little Tears”, unite il lavoro professionale ad una vocazione nobile che non si ferma al successo personale o al guadagno ma cerca piuttosto di servire il bene comune, con progetti capaci di asciugare le lacrime dei deboli.

Supporto al sistema sanitario della Siria per migliorare l’assistenza specialistica per bambini e adolescenti: è l’obiettivo dell’accordo di collaborazione tra l’Organizzazione mondiale per la sanità (Oms) e l’Ospedale pediatrico Bambino Gesù che è stato firmato oggi nella sede del Gianicolo del nosocomio romano dalla presidente Mariella Enoc e da Elizabeth Hoff, rappresentante dell’Oms in Siria.

La crisi causata dalla rivolta di Boko Haram nel nordest della Nigeria ha provocato la chiusura di oltre il 57% delle scuole nello stato del Borno, quello maggiormente colpito, anche se il nuovo anno scolastico è cominciato.La denuncia è di Unicef al termine di una missione di tre giorni a Maiduguri, epicentro della crisi nel nordest.

«Dal 25 agosto, oltre 400mila rohingya sono scappati dal Myanmar per andare verso il Bangladesh, e altre migliaia stanno arrivando ogni giorno. Secondo le prime stime, circa il 60% di loro sono bambini». È quanto denuncia oggi l’Unicef in una nota nel quale sottolinea che «il numero cospicuo di rifugiati ha messo sotto pressione i campi per rifugiati preesistenti, con i nuovi arrivati che cercano un rifugio ovunque trovino spazio».

na gioia talmente forte da non poter contenere le urla. I bambini della casa famiglia Hogar de San José di Medellin, orfani di tenerezza in un mondo troppo spesso indifferente, hanno avuto per un giorno un papà davvero speciale. Papa Francesco ha ascoltato le loro parole, accarezzato visi dagli occhi umidi, dispensato sorrisi incoraggianti. "Veder soffrire i bambini fa male all’anima - ha detto il Pontefice - perché non possiamo accettare che siano maltrattati, che si neghi loro un futuro di speranza". Ai religiosi e ai laici che si occupano dei piccoli ospiti di questa istituzione, invece, ha indicato due realtà che non dovrebbero mai mancare "perché fanno parte dell’identità cristiana: l’amore che sa vedere Gesù presente nei più piccoli e deboli e il saper portare i piccoli a Gesù".