Minori

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I bambini e i ragazzi nati in Italia e quelli che hanno frequentato almeno 5 anni di scuola «hanno il diritto di sentirsi cittadini italiani». Lo ribadisce mons. Guerino Di Tora, vescovo ausiliare di Roma, presidente della Fondazione Migrantes e della Commissione episcopale Cei per le migrazioni, in un’intervista al Sir sul dibattito politico in corso sull’approvazione della legge per dare la cittadinanza italiana a chi nasce (ius soli) e studia (ius culturae) in Italia.

«Cari ragazzi e ragazze, grazie tanto di essere qui, grazie tanto del vostro canto e del vostro coraggio». Con queste parole, pronunciate a braccio, il Papa ha salutato i 200 bambini delle zone terremotate del Centro Italia, che lo hanno atteso nei giardini del Quirinale mentre teneva il suo discorso, insieme al presidente Sergio Mattarella, nel Salone dei Corazzieri.

Il “Treno dei Bambini” è tornato in Vaticano, portando da Papa Francesco i piccoli abitanti di Norcia, Cascia, Accumoli, Amatrice, Arquata del Tronto, Acquasanta, che dopo i terremoti degli scorsi mesi hanno perso il paese, le loro case e, alcuni, anche i loro cari. L’iniziativa promossa dal “Cortile dei Gentili” in collaborazione con Ferrovie dello Stato Italiane, si ripete ogni anno dal 2013 per regalare ai bambini meno fortunati una giornata per curare le ferite e alleviare le angosce. Ad accoglierli nella stazione vaticana hanno trovato i coetanei dell’Associazione di “Sport Senza Frontiere” e dell’Orchestra Maré do Amanhã, i cui musicisti provengono da una favela di Rio de Janeiro.

Continuate a svolgere la vostra delicata opera spinti dalla carità, attenti alle necessità dei vostri piccoli pazienti, chinandovi con tenerezza sulle loro fragilità. È l'esortazione che Papa Francesco ha rivolto al personale medico e amministrativo dell'Ospedale pediatrico Giannina Gaslini, subito dopo aver offerto la sua personale carezza ai bambini dei vari reparti. Una visita breve, ma immancabile in questa fitta giornata nel capoluogo ligure. In quello che il cardinale arcivescovo di Genova Angelo Bagnasco ha definito un santuario del dolore, il Pontefice ha asciugato le lacrime dei presenti e rimarcato che la sofferenza dei bambini è la più dura da accettare.

«La sofferenza dei bambini è certamente la più dura da accettare; e allora il Signore mi chiama a stare, anche se brevemente, vicino a questi bambini e ragazzi e ai loro familiari. Tante volte mi faccio la domanda: ‘Perché soffrono i bambini?’ e non trovo soluzione. Soltanto guardo il crocefisso». Lo ha detto Papa Francesco durante l’incontro con i bambini dei vari reparti all’Ospedale pediatrico «Giannina Gaslini» di Genova.