Minori

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È stata letta ieri, nelle chiese della diocesi di Ratisbona, una lettera del vescovo Rudolf Voderholzer che si è rivolto ai fedeli dopo la pubblicazione, il 18 luglio, del «Rapporto sui casi di violenza» sui piccoli cantori del coro di Regensburg: nella sua parte più consistente è fatto dalle descrizioni, spiega il vescovo. Sono fatti risalenti agli anni ‘60 e ‘70, ma alcuni casi sono del 1992.

I bambini e i ragazzi nati in Italia e quelli che hanno frequentato almeno 5 anni di scuola «hanno il diritto di sentirsi cittadini italiani». Lo ribadisce mons. Guerino Di Tora, vescovo ausiliare di Roma, presidente della Fondazione Migrantes e della Commissione episcopale Cei per le migrazioni, in un’intervista al Sir sul dibattito politico in corso sull’approvazione della legge per dare la cittadinanza italiana a chi nasce (ius soli) e studia (ius culturae) in Italia.

«Cari ragazzi e ragazze, grazie tanto di essere qui, grazie tanto del vostro canto e del vostro coraggio». Con queste parole, pronunciate a braccio, il Papa ha salutato i 200 bambini delle zone terremotate del Centro Italia, che lo hanno atteso nei giardini del Quirinale mentre teneva il suo discorso, insieme al presidente Sergio Mattarella, nel Salone dei Corazzieri.

Il “Treno dei Bambini” è tornato in Vaticano, portando da Papa Francesco i piccoli abitanti di Norcia, Cascia, Accumoli, Amatrice, Arquata del Tronto, Acquasanta, che dopo i terremoti degli scorsi mesi hanno perso il paese, le loro case e, alcuni, anche i loro cari. L’iniziativa promossa dal “Cortile dei Gentili” in collaborazione con Ferrovie dello Stato Italiane, si ripete ogni anno dal 2013 per regalare ai bambini meno fortunati una giornata per curare le ferite e alleviare le angosce. Ad accoglierli nella stazione vaticana hanno trovato i coetanei dell’Associazione di “Sport Senza Frontiere” e dell’Orchestra Maré do Amanhã, i cui musicisti provengono da una favela di Rio de Janeiro.