Minori

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«La situazione è gravissima e non abbiamo ancora notizie sicure sui nostri bambini. Speriamo di avere presto la certezza che siano tutti salvi»: lo dice Mauro Barsi, presidente del Progetto Agata Smeralda, che fin dall’indomani del terribile terremoto del 2010 che distrusse larga parte di Haiti, è presente anche in quella realtà a sostegno dei servizi più essenziali rivolti soprattutto ai bambini.

5 giorni fa gli intensi attacchi hanno danneggiato le stazioni di pompaggio dell’acqua che fornivano acqua pulita a 250mila persone nella parte orientale della città di Aleppo. Lo scrive l’Unicef che spiega come «oltre 100mila bambini sono stati costretti a bere acqua da fonti non sicure, o da fori superficiali nelle tubature o da pozze d’acqua che fuoriusciva dai tubi rotti».

Si sono affrettati a dire che la prima vittima minorenne dell’eutanasia non fosse depressa, anzi che ha espresso un consenso pieno e con lei anche i genitori. Davvero? Un adolescente, che non viene ritenuto capace di votare, di sposarsi, di trattare affari economici e persino di gestire la sua sessualità, è davvero così maturo per esprimere una volontà tanto complessa come scegliere di morire?

Le carezze, gli abbracci, le parole di speranza, la preghiera per ogni paziente. Così il Papa è tornato a vivere i suoi Venerdì della misericordia visitando prima il Pronto Soccorso e poi il reparto di Neonatologia dell’Ospedale San Giovanni di Roma, dove sono ricoverati circa 25 bambini con varie patologie. Cinque di loro, tra cui due gemelli, versano in gravi condizioni e si trovano in terapia intensiva: Francesco è entrato anche qui indossando camice e sovra-scarpe di plastica sottoponendosi a tutte le precauzioni igieniche per il rispetto degli ambienti asettici. Quindi si è soffermato davanti alle incubatrici benedicendo e pregando per ciascuno di questi piccoli pazienti...