Minori

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Domenica prossima, 20 novembre, si celebrerà la Giornata mondiale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. Faccio appello alla coscienza di tutti, istituzioni e famiglie, affinché i bambini siano sempre protetti e il loro benessere venga tutelato, perché non cadano mai in forme di schiavitù, reclutamento in gruppi armati e maltrattamenti. Auspico che la Comunità internazionale possa vigilare sulla loro vita, garantendo ad ogni bambino e bambina il diritto alla scuola e all’educazione, perché la loro crescita sia serena e guardino con fiducia al futuro.

Il 2016 si avvia a diventare l’anno con il più alto numero di morti: più di 4.200 rifugiati e migranti hanno perso la vita – durante viaggi pericolosi – nel tentativo di attraversare il Mediterraneo. Finora quest’anno quasi 160mila persone sono arrivate in Italia. Lo afferma l’Unicef commentando l’ultimo naufragio al largo delle coste della Libia lo scorso mercoledì nel quale, secondo diverse fonti, alcuni bambini e donne in gravidanza sarebbero tra le 240 persone annegate nel tentativo di raggiungere le coste europee.

Una sorpresa nello stile di Papa Francesco. E’ quella che hanno vissuto i bambini e gli operatori del Villaggio Sos, una struttura nel quartiere Boccea di Roma. Un Venerdì della Misericordia all’insegna della gioia disegnata sui volti dei piccoli ma anche su quello del Papa. Nella casa famiglia ha incontrato una trentina di bambini, solitamente segnalati dal Tribunale per minori o dai servizi sociali, che qui vivono insieme agli educatori. Accanto a loro anche ragazzi più grandi che hanno svolto nel Villaggio il loro percorso di crescita e che continuano a dare aiuto e ad offrirlo. Il Papa ha portato dolci e caramelle per fare merenda con i bimbi, increduli di fronte alla presenza di Francesco...

«La situazione è gravissima e non abbiamo ancora notizie sicure sui nostri bambini. Speriamo di avere presto la certezza che siano tutti salvi»: lo dice Mauro Barsi, presidente del Progetto Agata Smeralda, che fin dall’indomani del terribile terremoto del 2010 che distrusse larga parte di Haiti, è presente anche in quella realtà a sostegno dei servizi più essenziali rivolti soprattutto ai bambini.

5 giorni fa gli intensi attacchi hanno danneggiato le stazioni di pompaggio dell’acqua che fornivano acqua pulita a 250mila persone nella parte orientale della città di Aleppo. Lo scrive l’Unicef che spiega come «oltre 100mila bambini sono stati costretti a bere acqua da fonti non sicure, o da fori superficiali nelle tubature o da pozze d’acqua che fuoriusciva dai tubi rotti».