Africa

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Le parole di Renzi sull’emergenza migranti – «aiutiamoli a casa loro» – , oltre a fare esultare gli esponenti della Lega, che da tempo ripetono questa formula come un mantra, hanno suscitato perplessità da parte di tanti che hanno sempre sostenuto la linea di un’accoglienza non indiscriminata, ma generosa. Anche nell’ambito ecclesiale si sono registrate reazioni differenziate.

Fallimentari i due «grandi» appuntamenti della scorsa settimana. Non solo è stato ribadito che i migranti non potranno essere sbarcati da alcun’altra parte se non in Italia, ma siamo stati richiamati perché non abbiamo ancora svolto tutti i compiti a casa, a partire dall’aumento dei centri di detenzione sul territorio e dal rafforzamento del sistema dei rimpatri. Messaggio chiaro, dunque: meno solidarietà!

«Progredire nella ricerca di un dialogo sincero e fruttuoso a livello ecumenico, interreligioso e interculturale, per il bene delle popolazioni e delle Chiese» locali: è l’incoraggiamento rivolto dal cardinale Jean-Louis Tauran ai partecipanti all’undicesima assemblea plenaria dell’Associazione delle conferenze episcopali della regione dell’Africa centrale (Acerac), apertasi oggi a Yaoundé.

«Nei cuori e nelle menti dei governanti e in ognuna delle fasi d’attuazione delle misure politiche c’è bisogno di dare priorità assoluta ai poveri, ai profughi, ai sofferenti, agli sfollati e agli esclusi, senza distinzione di nazione, razza, religione o cultura, e di rigettare i conflitti armati». È l’accorato appello di papa Francesco ai leader mondiali riuniti oggi e domani ad Amburgo per il Vertice G20.