Africa

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“Il terrorismo fondamentalista è frutto di una grave miseria spirituale, alla quale è sovente connessa anche una notevole povertà sociale”: faccio “appello a tutte le autorità religiose perché siano unite nel ribadire con forza che non si può mai uccidere nel nome di Dio”. E’ uno dei passaggi chiave del discorso che Papa Francesco ha rivolto al Corpo Diplomatico accreditato presso la Santa Sede, in occasione del tradizionale incontro di inizio anno. Agli esordi di una nuova pagina di storia dell’umanità, non si può non constare tristemente che ancora oggi “milioni di persone vivono al centro di conflitti insensati”, primo fra tutti quello in Siria, “una vera e propria sciagura umanitaria”...

«Cari fratelli e sorelle, buon Natale! Oggi la Chiesa rivive lo stupore della Vergine Maria, di san Giuseppe e dei pastori di Betlemme contemplando il Bambino che è nato e che giace in una mangiatoia: Gesù, il Salvatore». Così Papa Francesco, questa mattina, nel tradizionale messaggio natalizio ai fedeli presenti in piazza San Pietro e a quanti lo ascoltano attraverso la radio e la televisione, prima d’impartire la benedizione «Urbi et Orbi».

Secondo l’Unicef circa 535 milioni di bambini – quasi 1 su 4 – vivono in Paesi colpiti da conflitti o disastri, spesso senza accesso a cure mediche, istruzione d qualità, nutrizione e protezione adeguate; di questi: i tre quarti – 393 milioni- vivono in Africa Sub Sahariana, il 12% in Medio Oriente e Nord Africa.

Siete espressione di una Chiesa che non è una “super clinica per vip” ma piuttosto un “ospedale da campo”, una Chiesa dal cuore grande, vicina ai tanti feriti e umiliati della storia, a servizio dei più poveri. Così Papa Francesco ha salutato gli 8mila volontari, medici e aspiranti medici del Cuamm, “Medici con l’Africa”, la prima e più grande ong italiana per la tutela della salute delle popolazioni africane. Nata a Padova nel 1950, oggi il Cuamm è presente in sette paesi dell’Africa subsahariana, dal Sud Sudan alla Sierra Leone, dove il diritto alla salute è ancora un privilegio per pochi, ha ricordato il Papa, quelli che possono permettersela

La salute «non è un bene di consumo, ma un diritto universale per cui l’accesso ai servizi sanitari non può essere un privilegio». Lo ha detto oggi papa Francesco, ricevendo in udienza volontari, sostenitori, amici e cooperanti di «Medici con l’Africa – Cuamm» (Collegio universitario aspiranti medici missionari) di Padova, ringraziando «per quanto state facendo in favore del diritto umano fondamentale della salute per tutti».

Le reti jihadiste in Africa, che fanno capo ad Al Qaeda e Daesh, non vogliono solo provocare lo scontro tra civiltà islamica e occidentale ma anche la destabilizzazione e la caduta di Stati dal passato coloniale, insinuandosi in ogni area di crisi. La risposta? «Investire per il rilancio economico e sociale dei Paesi. La forza militare deve servire solo a creare le condizioni di un vero sviluppo sociale» afferma l'analista del Cesi, Marco Di Liddo.