Egitto

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«La situazione dei cristiani in Siria, Iraq ed Egitto è una tragedia completa. In questi Paesi, culla della nostra civiltà, il circolo vizioso della violenza sembra senza speranza e senza fine». Lo ha detto, nella sua prima conferenza stampa, in occasione del Natale, l’amministratore apostolico del Patriarcato latino di Gerusalemme, monsignor Pierbattista Pizzaballa.

Un accorato appello a porre fine ad ogni violenza e a costruire un mondo di giustizia e pace è stato lanciato dal segretario generale del Consiglio mondiale delle Chiese Rev. Olav Fykse Tveit. Cordoglio e piena solidarietà ai cristiani del Cairo sono stati espressi anche da Ronald S. Lauder, presidente del Congresso ebraico mondiale (Wjc).

Almeno 25 morti, tra cui sei bambini, e 35 feriti: è questo il bilancio dell'esplosione avvenuta ieri, 11 dicembre, al Cairo, nella cattedrale copta ortodossa di San Marco, nel quartiere Al Abasiya, sede del capo spirituale, papa Tawadros II, 118° patriarca di Alessandria. L’attentato appare ancor più significativo alla luce del fatto che il luogo di culto colpito è la più antica chiesa d’Africa e che i copti sono circa il 10% della popolazione egiziana, quasi dieci milioni, la più importante comunità cristiana in Medio Oriente. La solidarietà del Papa e di Ahmed al-Tayeb, imam dell'università di al-Azhar.

Al termine dell'Angelus di domenica 11 dicembre Papa Francesco ha pregato per le vittime delle guerre e dei recenti attentati terroristici: “Cari fratelli e sorelle, ogni giorno sono vicino, soprattutto nella preghiera, alla gente di Aleppo. Non dobbiamo dimenticare che Aleppo è una città, che lì c’è della gente: famiglie, bambini, anziani, persone malate… Purtroppo ci siamo ormai abituati alla guerra, alla distruzione, ma non dobbiamo dimenticare che la Siria è un Paese pieno di storia, di cultura, di fede. Non possiamo accettare che questo sia negato dalla guerra, che è un cumulo di soprusi e di falsità. Faccio appello all’impegno di tutti, perché si faccia una scelta di civiltà: no alla distruzione, sì alla pace, sì alla gente di Aleppo e della Siria...."

La Toscana ha risposto con generosità al gesto di amore di un ragazzo di 13 anni che per cercare una cura per il fratellino di 7 non ha esitato a salire su una barca e attraversare il mediterraneo, in mezzo agli altri migranti. Domani il ragazzo sarà a Firenze in attesa del fratellino e dei genitori.

Il comune impegno delle autorità e dei fedeli delle grandi religioni per la pace nel mondo, il rifiuto della violenza e del terrorismo e la situazione dei cristiani nel contesto dei conflitti e delle tensioni nel Medio Oriente e la loro protezione, sono stati al centro dell’incontro tra Papa Francesco e il Grande Imam di Al-Azhar, professor Ahmad Muhammad Al-Tayyib. Rettore dell’Università di Al-Azhar de Il Cairo e grande imam della moschea, Ahmad Al-Tayyib è considerato uno dei massimi esponenti dell’islam sunnita moderato.
Il Grande Imam era accompagnato da una importante delegazione di Al-Azhar, e dall’Ambasciatore della Repubblica Araba di Egitto presso la Santa Sede, Hatem Seif Elnasr.