Egitto

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I genitori «sono i custodi» della vita dei propri figli, «non i proprietari». A ricordarlo, sulla scorta dell’esperienza di Maria, Giuseppe e Gesù, che «crescono insieme come famiglia nell’amore reciproco e nella fiducia di Dio», è stato il Papa, nell’ultimo Angelus di quest’anno, celebrato nel giorno della festa della Santa Famiglia di Nazaret.

«Si presume, anche se non ha ancora fatto alcuna rivendicazione, che l’Isis sia tornato ad attaccare i cristiani. Forse in vista della celebrazione del Natale dei copti, il prossimo 7 gennaio, vuole essere un gesto per dire che l’Isis è ancora presente». Mons. Bruno Musarò, nunzio apostolico in Egitto, commenta così al Sir l’attacco terroristico alla chiesa di San Mena (Mar Mina) a Helwan, a sud del Cairo, che ha provocato la morte di 9 persone (incluso uno dei due terroristi). 

«Tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me». È il versetto evangelico al centro dell’Angelus di ieri, pronunciato dal Papa davanti a circa 30mila fedeli, stando ai dati della Gendarmeria vaticana. Il Papa ha anche espresso il suo dolore per l'attentato in Egitto e invitato a pregare per il suo imminente viaggio in Asia.

(Papa Francesco)
Ci ha dato grande dolore, venerdì scorso, la notizia della strage avvenuta in una moschea nel nord del Sinai. Continuo a pregare per le numerose vittime, per i feriti e per tutta quella comunità, così duramente colpita. Dio ci liberi da queste tragedie e sostenga gli sforzi di tutti coloro che operano per la pace. La gente in quel momento pregava e anche noi in silenzio preghiamo…
Il pensiero per l’Egitto colpito dal terrorismo e il viaggio che sta per iniziare in Myanmar e Bangladesh. Nel cuore del Papa, al termine dell’Angelus, c’è stato anche il ricordo della tragedia dell’Holomodor, la morte per fame provocata da Stalin con milioni di vittime soprattutto in Ucraina.