Nigeria

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All'udienza generale di oggi in piazza San Pietro hanno partecipato anche 16 giovani musulmani da Mali, Gambia, Nigeria, Guinea, Senegal, Niger. Studiano l'italiano a Firenze in una scuola di lingua ed intercultura per migranti e hanno voluto incontrare di nuovo Papa Francesco. Due anni fa li aveva fatti salire a sorpresa sul palco

Sono 10 i progetti già avviati nell’ambito della Campagna «Liberi di partire, liberi di restare» per un totale di 5,6 milioni di euro. Un primo bilancio dell’iniziativa lanciata un anno fa dalla Cei in risposta al dramma delle migrazioni è stato tracciato nel corso del primo incontro tra i responsabili del Servizio nazionale per gli interventi caritativi del Terzo Mondo, di Caritas Italiana, di Missio, Migrantes e dell’Apostolato del Mare e i referenti dei progetti finanziati.

«È stato un incontro straordinario per l’emozione che ha coinvolto tutti». Il direttore di Aiuto alla Chiesa che Soffre, Alessandro Monteduro, racconta così l’udienza privata con Papa Francesco, durata 40 minuti, che ha ricevuto questa mattina Rebecca Bitrus, cristiana per due anni prigioniera di Boko Haram, in Nigeria, e il marito, Ashiq, e la figlia, Eisham, di Asia Bibi, condannata a morte in Pakistan con l’accusa di blasfemia e in carcere ormai da nove anni.

Papa Francesco ha accolto la rinuncia di mons. Peter Ebere Okpaleke, il vescovo di Ahiara, in Nigeria, contestato da parte del clero e dei laici da quando Benedetto XVI lo ha nominato, nel 2012. Le motivazioni addotte dai contestatori sono di carattere etnico, perché appartenente all’etnia Ibo, anziché all’etnia Mbaise, maggioritaria nella diocesi.

Non c'è pace in Nigeria, dove continuano gli attacchi alle chiese e alle moschee, le rapine a mano armata e i rapimenti, tra cui sei religiose nigeriane di cui non si hanno più notizie da un mese e mezzo. La desolazione e gli appelli del card. John Olorunfemi Onaiyekan, arcivescovo di Abuja: «Siamo tutti sotto attacco, cristiani, musulmani, gente di altre tribù. Tutti soffriamo a causa della scarsa sicurezza».