Rwanda

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Papa Francesco ha ricevuto oggi in Vaticano il Presidente della Repubblica di Ruanda Paul Kagame. Al centro del colloquio, e di quello successivo con il segretario di stato cardinale Parolin, riferisce una nota della sala Stampa Vaticana, la ripresa e la stabilizzazione sociale, politica ed economica del Ruanda dopo le devastazioni della guerra civile e del genocidio dei Tutsi, e i nuovi conflitti e calamità naturali che stanno creando un gran numero di rifugiati e migranti nell’Africa centrale.

Il Tribunale penale internazionale per il Rwanda chiude: dal 1994 ha emesso 61 condanne e 14 assoluzioni per il genocidio. 
I risultati sono arrivati grazie a 5.800 giorni di udienze tenute spesso in condizioni proibitive: basti pensare che per quasi tre anni, la corte con sede ad Arusha in Tanzania non ha avuto a disposizione un’aula per le udienze. 

«La risurrezione di Lazzaro» è «il culmine dei ‘segni' prodigiosi compiuti da Gesù: è un gesto troppo grande, troppo chiaramente divino per essere tollerato dai sommi sacerdoti, i quali, saputo il fatto, presero la decisione di uccidere Gesù». Lo ha ricordato, ieri mattina, Papa Francesco, in occasione della recita dell'Angelus con ed i pellegrini giunti a piazza San Pietro.

La riconciliazione è la priorità della Chiesa del Rwanda, a venti anni dal genocidio, ha notato Papa Francesco ricevendo i vescovi del paese africano al termine della visita Ad Limina. Al di là dei pregiudizi e delle divisioni etniche, in un paese diviso, ha detto il Papa, è importante che la Chiesa parli con una voce sola per manifestare la sua unità e comunione con la Chiesa universale. Anche il prossimo 50esimo anniversario delle relazioni diplomatiche tra Chiesa e Stato possono diventare un modo per ricordare i benefici dell'armonia tra tutte le componenti dellla società.

“Riconciliazione”. È questa la “priorità” per il Rwanda, a 20 anni dallo “spaventoso” genocidio che “ha provocato tante sofferenze e ferite che sono ancora ben lontane dall’essere rimarginate”. Ad indicarla ai presuli del Paese africano, ricevuti in udienza oggi, è stato il Papa, che ha espresso la sua vicinanza e assicurato la sua preghiera “per tutte le vittime e le loro famiglie, per tutto il popolo ruandese, senza distinzione di religione, di etnia o di opinione politica”.

Sono 25 anni che la Diocesi di Lucca è presente in Rwanda, a Nyarurema, nella diocesi di Byumba, dove da 32 anni opera anche una laica lucchese, Carla Frediani. In questa intervista l'arcivescovo di Lucca ci racconta il suo recente viaggio in Africa dove ha compiuto una visita particolarissima pastorale.