Uganda

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«Ogni giorno circa 4mila persone abbandonano il Sud Sudan e si rifugiano nel territorio della nostra diocesi. Purtroppo le emittenti europee e americane non parlano di questa tragedia. ‘Radio Pacis’ lo fa». È la testimonianza che da Arua, in Uganda, è giunta al «Corriere Cesenate» (che la pubblicherà nel numero in uscita giovedì prossimo) grazie a padre Tonino Pasolini, missionario comboniano, direttore dell’emittente cattolica ugandese Radio Pacis.

L’ultimo appuntamento pubblico della veloce visita di Papa Francesco in Uganda è con i sacerdoti, i religiosi e le religiose e i seminaristi del paese. La cattedrale di Kampala ne ospita 5 mila, e altre migliaia accolgono il Papa nel piazzale esterno, perché la Chiesa ugandese, si legge nel discorso consegnato e non letto, è benedetta con “un abbondante raccolto di vocazioni religiose”. Nel suo intervento a braccio il Pontefice parla di memoria, fedeltà e preghiera. Non dimenticate i vostri martiri, non vivete di rendita né abituatevi del ricordo lontano del loro sacrificio, spiega in spagnolo, ma costruite la gloria futura facendovi testimoni come sono stati testimoni i martiri.

Ancora una volta Papa Francesco si china con tenerezza sulla sofferenza, abbracciando i malati della Casa di Carità di Nalukolongo, e rivolge un appello a tutte le parrocchie e comunità dell’ Uganda e di tutta l’Africa, “a non dimenticare i poveri”. Lo fa nel terzo appuntamento della sua intensa giornata in Uganda, visitando la casa fondata nel 1978 dal cardinal Nsubunga che ospita e cura un centinaio di poveri di tutte le religioni. Nel suo saluto, il Papa denuncia che in molti luoghi del mondo sembra che si stiano diffondendo l’egoismo e l’indifferenza, e molti fratelli e sorelle sono vittime dell’odierna cultura dell’”usa e getta”, che ingenera disprezzo soprattutto nei confronti dei bambini non nati.

I centomila giovani ugandesi raccolti nell’ex aeroporto di Kokolo inseguono la papamobile di Papa Francesco con gli occhi, le mani e le gambe, al suo arrivo, sotto un caldo sole africano. E il Pontefice ringrazia per l’entusiasmo lasciando da parte il discorso preparato e improvvisando una catechesi dialogata in spagnolo, con traduzione simultanea in inglese, ispirata alle testimonianza di due giovani. Winnie, malata di Aids fin dalla nascita, e Emmanuel, rapito dai miliziani dell’Esercito di liberazione del signore per arruolarlo come bambino soldato.

Il Papa ascolta “con molto dolore” e si chiede “una esperienza negativa può servire a qualcosa nella vita? Sì!” risponde. Winnie ed Emmanuel lo dimostrano...

Memoria, fedeltà, preghiera è la triplice esortazione rivolta questa sera da Papa Francesco ai sacerdoti, religiosi, religiose e seminaristi incontrati a Kampala, nella cattedrale di St. Mary, alla vigilia della prima domenica di Avvento che si celebrerà domani e dell’ormai imminente Giubileo della misericordia. Francesco ha consegnato il discorso preparato in precedenza e ha parlato in spagnolo, interamente a braccio (testi integrali)

Un appello «a tutte le parrocchie e le comunità presenti in Uganda – e nel resto dell’Africa – a non dimenticare i poveri». A rivolgerlo è stato questo pomeriggio il Papa, nel secondo giorno del suo viaggio nel Paese africano, in visita alla Casa della carità di Nalukolongo fondata dal cardinale Nsubuga (testo integrale)

«È con molto dolore nel cuore che ho ascoltato le testimonianze di Emmanuel e di Winnie». Ha esordito così Papa Francesco, rivolgendosi questo pomeriggio ai giovani ugandesi a Kampala, nell’ex aeroporto di Kololo (testo integrale). Oggi, quarto giorno del suo viaggio in Africa e secondo giorno in Uganda, il Pontefice è arrivato all’incontro dopo aver attraversato in papamobile ali di ragazzi in festa, anche arrampicati sui pilastri di amplificatori e maxischermi per vederlo meglio.