America

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Continuare a prendersi cura della terra in modo speciale senza distruggere l’ecologia, l’equilibrio ecologico e la saggezza dei popoli. E’ stata la raccomandazione in spagnolo di Papa Francesco ai circa 40 rappresentanti dei popoli indigeni, riuniti a Roma in occasione della 40.ma sessione del Consiglio dei Governatori del Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo (Ifad), ricevuti prima dell’udienza generale nell’auletta adiacente la Sala Nervi. Il Pontefice ha ricordato che è necessario conciliare “il diritto allo sviluppo, compreso quello sociale e culturale, con la tutela delle caratteristiche proprie degli indigeni e dei loro territori”.

“Il terrorismo fondamentalista è frutto di una grave miseria spirituale, alla quale è sovente connessa anche una notevole povertà sociale”: faccio “appello a tutte le autorità religiose perché siano unite nel ribadire con forza che non si può mai uccidere nel nome di Dio”. E’ uno dei passaggi chiave del discorso che Papa Francesco ha rivolto al Corpo Diplomatico accreditato presso la Santa Sede, in occasione del tradizionale incontro di inizio anno. Agli esordi di una nuova pagina di storia dell’umanità, non si può non constare tristemente che ancora oggi “milioni di persone vivono al centro di conflitti insensati”, primo fra tutti quello in Siria, “una vera e propria sciagura umanitaria”...

Impariamo dalla fede di Maria a lottare contro questa “società della sfiducia” e dell’indolenza, che è diventata cieca e insensibile davanti a chi è escluso dall’orgoglio accecante di pochi. Così Papa Francesco nella messa celebrata in spagnolo nel tardo pomeriggio, nella Basilica di San Pietro, in occasione della Festa della Beata Vergine Maria di Guadalupe, Patrona delle Americhe e delle Filippine.
Per il terzo anno consecutivo il Papa ha voluto celebrare la memoria della Guadalupana insieme a molti gruppi di fedeli delle comunità latinoamericane e filippine presenti a Roma, come anche numerosi cardinali, vescovi, religiosi e membri della Curia romana.

Dalla Messa per la Madonna di Guadalupe, il 12 dicembre (ore 18, basilica di S. Pietro), fino a quella per la conclusione della Settimana per l’unità dei cristiani, il 25 gennaio dell’anno prossimo (ore 17.30, basilica di San Paolo fuori le Mura).  A diffondere il calendario delle celebrazioni liturgiche presiedute dal Papa è oggi la Sala Stampa della Santa Sede.

«A volte il nome della religione è usato per commettere atrocità, come il terrorismo, per seminare paura e violenza, e le religioni sono indicate come responsabili del male che ci circonda». A lanciare il grido di allarme è stato il Papa, che ricevendo in udienza i partecipanti al Simposio promosso dall’Organizzazione degli Stati americani e dall’Istituto del dialogo interreligioso di Buenos Aires  ha esortato a «condannare in forma congiunta e netta queste azioni abominevoli e a prendere le distanze da tutto ciò che cerca di avvelenare gli animi, di dividere e distruggere la convivenza».

«Lungi dall’essere un’idea, un desiderio, una teoria o un’ideologia, la misericordia è un modo concreto di ‘toccare’ la fragilità, di interagire con gli altri, di avvicinarsi l’un l’altro»:  così Papa Francesco in un lungo videomessaggio in lingua spagnola rivolto sabato scorso ai vescovi delle Chiese dell’America Latina e dei Caraibi (Celam) che insieme ai vescovi di Usa e Canada, a sacerdoti, religiosi e laici, stanno celebrando dal 27 al 30 agosto a Bogotá, in Colombia, il  Giubileo della Misericordia.

«Il Celam, avendo come priorità la conversione pastorale e missionaria, sia sempre più partecipe, sostegno e impeto irradiante di questo movimento evangelizzatore verso tutti gli ambiti e i confini». È l’auspicio di papa Francesco, espresso in un messaggio al cardinale Rubén Salazar Gómez, arcivescovo di Bogotá (Colombia) e Presidente del Consiglio episcopale latinoamericano (Celam) per i 60 anni dall’istituzione dell’organismo.