Colombia

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Si tratta di Javier Ortega (32 anni, inviato di El Comercio), Paúl Rivas (45 anni, fotografo) e Efraín Segarras (60 anni, autista). La frontiera tra i due Paesi è uno dei punti strategici del traffico di cocaina e proprio su quanto sta accadendo in quella zona avevano puntato l'attenzione i giornalisti. Non è un gesto isolato. Dall'inizio dell'anno è stata un'escalation di fatti violenti, attribuiti a gruppi dissidenti delle Farc, l'ex guerriglia colombiana ufficialmente smobilitata dopo gli accordi di pace di fine 2016.

La Congregazione per gli Istituti di vita consacrata e le Società di vita apostolica ha emanato oggi il decreto con cui dispone il commissariamento della Società di vita apostolica «Sodalitium Christianae Vitae» (Sodalizio di Vita Cristiana). Lo riferisce una nota della Sala Stampa della Santa Sede, in cui si precisa che è stato nominato commissario apostolico della suddetta Società mons. Noel Antonio Londoño Buitrago, vescovo di Jericó (Antioquia), Colombia.

Mercoledì 13 settembre Papa Francesco, all’udienza generale, ha svolto qualche riflessione sul viaggio apostolico in Colombia. Ha innanzitutto osservato di aver sentito la continuità con i due Papi che avevano visitato la Colombia: il beato Paolo VI, nel 1968, e san Giovanni Paolo II nel 1986.

Un viaggio che è stato portare la benedizione di Cristo e della Chiesa sul desiderio di vita e di pace che trabocca dal cuore della Colombia, visto negli occhi delle migliaia di bambini, ragazzi e giovani incontrati dappertutto. Così Papa Francesco ha raccontato il suo pellegrinaggio appena concluso nel paese latinoamericano agli oltre trentamila fedeli presenti in piazza San Pietro per l’udienza generale. E ha ringraziato per la gioiosa accoglienza il popolo colombiano, che ha sofferto tanto, ma che vive con speranza e con orgoglio alzava i figli perché Francesco li benedicesse dalla papamobile. “Un popolo così ha futuro”, ha commentato il Papa.

«Non c’è nessuno talmente perduto che non meriti la nostra sollecitudine, la nostra vicinanza e il nostro perdono». Così il Papa, nella sua ultima Messa in Colombia (testo integrale omelia), celebrata ieri a Cartagena, ha inquadrato il tema dei diritti umani, di cui la città colombiana, grazie alla presenza dei gesuiti, è considerata la sede.

«Ancora oggi, in Colombia e nel mondo, milioni di persone sono vendute come schiavi, oppure vanno mendicando un po’ di umanità, un momento di tenerezza, prendono la via del mare o si mettono in cammino perché hanno perso tutto, a cominciare dalla loro dignità e dai loro diritti». A lanciare il monito è stato ieri il Papa, poco prima di recitare l’Angelus (testo integrale) nella chiesa di San Pietro Claver a Cartagena, città meta dell’ultima giornata del viaggi

Ieri mattina, dopo essersi congedato dalla nunziatura apostolica di Bogotá, il Papa si è trasferito in papamobile alla base aerea militare di Catam. Al suo arrivo ha salutato alcune persone della compagnia aerea Avianca nei pressi della scala dell’aereo. Quindi – a bordo di un B787 dell’Avianca – è decollato verso l’aeroporto «Rafael Núñez» di Cartagena.