Haiti

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Secondo l’Unicef circa 535 milioni di bambini – quasi 1 su 4 – vivono in Paesi colpiti da conflitti o disastri, spesso senza accesso a cure mediche, istruzione d qualità, nutrizione e protezione adeguate; di questi: i tre quarti – 393 milioni- vivono in Africa Sub Sahariana, il 12% in Medio Oriente e Nord Africa.

«A seguito dell’uragano «Matthew» che, nel corso degli ultimi giorni, ha colpito con straordinaria veemenza la regione dei Caraibi, e in particolare il territorio di Haiti, causando – secondo i dati al momento accertati, ma non ancora definitivi – 1.000 vittime, Papa Francesco, tramite il Pontificio Consiglio ‘Cor Unum’, ha stabilito di inviare un primo contributo di 100.000 dollari per il soccorso alle popolazioni in questa fase di emergenza».

«La situazione è gravissima e non abbiamo ancora notizie sicure sui nostri bambini. Speriamo di avere presto la certezza che siano tutti salvi»: lo dice Mauro Barsi, presidente del Progetto Agata Smeralda, che fin dall’indomani del terribile terremoto del 2010 che distrusse larga parte di Haiti, è presente anche in quella realtà a sostegno dei servizi più essenziali rivolti soprattutto ai bambini.

«Mentre continua a salire il numero delle vittime, sono oltre 15mila gli sfollati e 350mila le persone che hanno bisogno di aiuti immediati. Sono questi gli effetti ad Haiti dell’uragano Matthew che si è scatenato con venti di 220 km/h. Le coste dei dipartimenti del Sud, della Grand’Anse, di Nippes, del Sud-est, dell’Ovest, dell’Artibonite e del Nord-Ovest sono state le più colpite. 

«Apprendendo la devastazione apportata dal passaggio dell’uragano Matthew, che ha provocato numerose vittime e causato danni considerevoli», il Papa esprime la sua «tristezza» e si associa «alla preghiera e alla sofferenza di tutti coloro che hanno perduto un proprio caro». È quanto si legge nel telegramma di cordoglio di Francesco per le numerose vittime dell’uragano Matthew che ha colpito Haiti, inviato a firma del cardinale segretario di Stato, Pietro Parolin, a monsignor Chibly Langlois, presidente della Conferenza episcopale di Haiti.

Attenzione pastorale e caritativa verso i migranti, e verso chi è vittima del traffico di droga e quello delle persone, della corruzione e la violenza domestica. E poi risposte alle sfide che riguardano la famiglia, formazione dei laici e dei sacerdoti, speranze per i giovani e difesa del Creato. Sono le indicazioni che Papa Francesco ha lasciato ai vescovi della Repubblica Dominicana, in visita ad Limina, nel discorso consegnato. Il Papa ha ricordato il dramma dei migranti che si spostano all’interno dell’isola di Hispaniola e che da Haiti vanno in cerca “di migliori condizioni di vita in terra dominicana”