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«Ci si aspetterebbe che gli Stati Uniti d'America e l'Europa reagissero stringendo le fila, con un'unica voce. Invece i legami si allentano e ciascuno si muove per proprio conto. Raffaele Marchetti, esperto in relazioni internazionali e docente alla Luiss «Crisi profonda tra Usa e Ue, Trump e Kim hanno un tornaconto dal vertice ma l'esito non è scontato».

Sono trascorsi 50 anni dall'assassinio del leader democratico, lanciato verso la Casa Bianca dove avrebbe potuto riprendere l'azione riformatrice del fratello John. Pace, lotta alla povertà, diritti civili e uguaglianza, tutela dell'ambiente: sono alcune delle battaglie che gli costarono la vita.

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«Le decisioni del presidente degli Stati Uniti Donald Trump rischiano di scatenare una guerra commerciale che vale 40,5 miliardi di esportazioni Made in Italy negli Stati Uniti con gli autoveicoli ed il cibo che rappresentano le principali voci». È quanto afferma la Coldiretti nel commentare la possibile introduzione di dazi fino al 25% per le auto mentre sta per scadere il 1° giugno la proroga dall'esenzione dai dazi sull'alluminio europeo.

«E' motivo di grande preoccupazione apprendere che sessanta palestinesi sono stati uccisi ieri e circa 3.000 feriti durante le proteste vicino alla recinzione al confine di Gaza con Israele. Queste perdite, o comunque la maggioranza di esse, potrebbero essere evitate se le forze israeliane usassero strumenti non letali». Lo affermano oggi le Chiese cattoliche della Terra Santa chiedendo a «tutte le parti coinvolte di evitare l'uso della violenza e trovare il modo di porre fine, il prima possibile, all'assedio imposto a circa due milioni di palestinesi nella Striscia di Gaza».

«Condanna di ogni forma di violenza, ogni uso cinico di vite umane e di violenza sproporzionata», una veglia di preghiera per la pace e una giornata di digiuno: così il Patriarcato Latino di Gerusalemmme risponde alla «ennesima esplosione di odio e violenza, che sta insanguinando ancora una volta la Terra Santa».

«Sono in Terra Santa da 30 anni e non ho mai visto cose del genere, mai tanta rabbia da parte dei palestinesi. Si muore a Gaza, scontri sono in corso a Jenin, Ramallah, Hebron, Betlemme e in altre città della Cisgiordania. Il bilancio delle vittime si aggiorna in continuazione. E domani si teme sarà peggio». A parlare al telefono al Sir, da Gerusalemme, è padre Ibrahim Faltas, direttore delle scuole francescane nella Città santa e responsabile per la Custodia di Terra Santa dei rapporti con Israele e palestinesi.