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«Nei Paesi occidentali, i cristiani sperimentano emarginazione, derisione e minacce alla libertà religiosa. In altri luoghi del mondo, subiscono torture, esecuzioni di massa e tentativi di eliminare le chiese storiche». La denuncia è contenuta nel documento finale del Summit mondiale in difesa dei cristiani perseguitati che ha raccolto a Washington (9-13 maggio) 600 delegati di 130 Paesi, su iniziativa della Billy Graham Evangelistic association.

Arabia Saudita, Israele e Gerusalemme, poi Roma, Città del Vaticano, Bruxelles e, infine, Taormina per il G7 a presidenza italiana. Sono queste le tappe del primo viaggio all’estero – previsto a fine maggio - del presidente americano, Donald Trump. L’analisi di Janiki Cingoli, direttore del Cipmo, Centro italiano per la pace in Medio Oriente.

Da quando è arrivato alla Casa Bianca il nuovo presidente degli Stati Uniti ha occupato la scena politica mondiale. Cresce il sostegno dei suoi fan mentre si moltiplicano gli avversari. Il muro con il Messico, l'azione in Siria e il braccio di ferro con la Nord Corea ne segnano l'azione esterna, mentre all'interno deve ancora assumere decisioni coerenti con la campagna elettorale. Le voci di tre commentatori americani.

Sul volo che lo ha riportato a Roma dal Cairo, Papa Francesco ha incontrato i 70 giornalisti che hanno viaggiato con lui e per più di mezz’ora ha risposto alle loro domande. Ha sottolineato la grande amicizia con gli ortodossi e quella speciale con Papa Tawadros II, la guida della Chiesa copto-ortodossa, incontrato in Egitto e il cammino per il riconoscimento dell’unico battesimo valido per entrambe le Chiese. Sull’Egitto ha detto ancora che la Santa Sede si è impegnata sul caso di Giulio Regeni e poi ha affrontato il problema delle migrazioni che spaventa l’Europa. 

«Oggi una guerra allargata distruggerebbe una buona parte dell’umanità ed è terribile!». Sul volo che lo riportava a Roma dopo la visita in Egitto, Papa Francesco ha lanciato un appello rivolto soprattutto alla situazione di tensione con la Corea del Nord. Tra i temi trattati, l’Europa, la Francia, gli immigrati, l’ecumenismo, il Venezuela e il caso Regeni (testo integrale).

«È un momento di smarrimento e di fortissima preoccupazione per ciò che ci può riservare il presente, già tragico, e il futuro. Qui non si tratta di crimini di guerra: la guerra è un crimine in sé». Lo ribadisce oggi al Sir don Renato Sacco, coordinatore nazionale di Pax Christi, commentando l’impiego di 59 missili Usa contro una base area in Siria, dopo l’attacco con armi chimiche nella provincia di Idlib.