Corea del Sud

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Incontro «ai massimi livelli» tra le delegazioni delle due Coree per la partecipazione di Pyongyang ai Giochi invernali che si aprono il 9 febbraio. Al centro dell’incontro anche la questione delle «famiglie separate» dalla guerra. I vescovi coreani: «Siamo un unico popolo, un’unica famiglia ed è questa realtà la base di ogni dialogo».

«Il Santo Padre lavora con determinazione per promuovere le condizioni necessarie per un mondo senza armi nucleari, ma è falso parlare di una mediazione da parte della Santa Sede». Lo ha dichiarato il direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Greg Burke, che a proposito dell’impegno per la messa al bando delle armi nucleari ha rimandato al messaggio indirizzato all’Onu dal Papa nel marzo scorso.

La Corea del Nord sarebbe «vicina alla fase finale di sviluppo di un missile balistico intercontinentale Icbm». L’allarme è stato lanciato dalla Corea del Sud, in un rapporto del ministero della Difesa al Parlamento sul vettore intermedio lanciato dai nordcoreani venerdì scorso nel Pacifico settentrionale compiendo una traiettoria di 3.700 chilometri che ha sorvolato anche il Giappone.

Sabato 2 settembre Papa Francesco ha incontrato i capi religiosi coreani appartenenti al «Korean Council of Religious Leaders». Ha esordito ricordando quanto ebbe modo di dire, il 18 agosto 2014, a Seoul: «La vita è un cammino, un cammino lungo, ma un cammino che non si può percorrere da soli. Bisogna camminare con i fratelli alla presenza di Dio.

Un appello a tutte le parti in causa a fermarsi. «Se scoppia una guerra nucleare, non ci saranno vincitori. Sarà la distruzione totale». A lanciarlo è  monsignor Lazzaro You Heung-sik, vescovo di Daejeon e presidente della Commissione «Giustizia e pace» della Conferenza episcopale coreana che in questa intervista al Sir non nasconde la sua preoccupazione. E sulle sanzioni dice: «Rispetto le decisioni dell’Onu. Ma bisogna sempre lasciare uno spazio al dialogo».