Iran

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Tra il 2015 e il 2017 la situazione dei cristiani è peggiorata a causa di violenze e oppressione così come le negazioni alla libertà di fede sono diventate più efferate. È quanto emerge dal rapporto di Aiuto alla Chiesa che soffre (Acs) sulla persecuzione anticristiana «Perseguitati e dimenticati. Rapporto sui cristiani oppressi in ragione della loro fede tra il 2015 e il 2017», presentato oggi a Milano.

Era di martedì quell’undici settembre di quindici anni fa. Al di là dell’Oceano mai visto nulla di simile. In venti minuti, fra le nove e le dieci del mattino, uno dopo l’altro due aerei si schiantano sulle Torri Gemelle del World Trade Center di New York che si incendiano e in mezzora crollano su se stesse.

Continua l'assedio di Aleppo. Con la popolazione allo stremo, la città martire siriana è sempre più terreno di battaglia di una guerra per procura combattuta da grandi potenze straniere che appoggiano le tante fazioni armate in lotta contro il regime di Assad, sostenuto a sua volta da Iran e Russia. Il fragile accordo di Monaco non sembra aver fermato le ostilità che proseguono in attesa di un cessate il fuoco, concordato, e delle operazioni di consegna degli aiuti umanitari alle città assediate. «Basta ipocrisie» è il grido del vicario apostolico di Aleppo, mons. Georges Abou-Khazen che punta l'indice: «se Usa e Arabia saudita fossero sinceri nel combattere il terrorismo dovrebbero unire i loro sforzi a quelli russi. Invece si ha come l’impressione che non vogliano farlo seriamente».

Papa Francesco ha ricevuto oggi in udienza, nel Palazzo Apostolico Vaticano, il presidente della Repubblica islamica dell’Iran, Hassan Rouhani, il quale ha incontrato successivamente il cardinale segretario di Stato Pietro Parolin, accompagnato dal segretario per i rapporti con gli Stati, monsignor Paul Gallagher.

Il presidente iraniano Rohani a Roma per lanciare il dopo-sanzioni. Accordi per 17 miliardi, ma sul tavolo anche la lotta al terrorismo dello Stato islamico e i rapporti con l'Ue. Il disgelo passa anche attraverso la discussione intorno ai diritti umani. Dopo gli incontri con Mattarella e Renzi, Rohani rende visita a Papa Francesco. Indiscrezioni parlano di un invito al Pontefice a recarsi in Iran. Prossima tappa Parigi.

Questo anno giubilare “può essere l’occasione propizia perché la fredda indifferenza di tanti cuori sia vinta dal calore della misericordia, che trasforma il timore in amore e ci rende artefici di pace”. E’ l’auspicio che Papa Francesco ha espresso agli ambasciatori di tutto il mondo , rappresentanti del 180 stati che hanno rapporti diplomatici con la Santa Sede, incontrati nella Sala Regia del Palazzo apostolico per i tradizionali auguri di inizio anno. Nel suo ampio discorso, il Papa ha ricordato innanzitutto che ogni esperienza religiosa autenticamente vissuta non può che promuovere dialogo e pace, come è stato fatto a Bangui, nella repubblica Centrafricana, scelta per aprire la prima Porta santa del Giubileo e per lanciare un messaggio di pace assieme alla comunità musulmana.